La condanna è definitiva per Mario Roggero, il gioielliere di Gallo di Grinzane (Cuneo), che dovrà scontare 14 anni e 9 mesi di reclusione. La sentenza, pronunciata dalla prima sezione penale della Cassazione, conferma le decisioni dei precedenti gradi di giudizio per l'omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo uomo. L'episodio si è verificato il 28 aprile 2021, quando tre malviventi fecero irruzione nella sua gioielleria.
Dopo l'assalto, Roggero esplose colpi d'arma da fuoco contro i rapinatori in fuga, uccidendone due e ferendone un terzo.
La Procura generale di Cassazione, nella mattinata della sentenza, aveva richiesto la conferma della pena. Gli inquirenti hanno contestato a Roggero i capi d'accusa di duplice omicidio e tentato omicidio nei confronti del terzo rapinatore coinvolto nella sparatoria.
Le motivazioni e le parole del gioielliere
Secondo la tesi sostenuta dal pubblico ministero Davide Greco, «Mario Roggero non sparò per legittima difesa ma la sua fu un’illegittima vendetta». Il gioielliere, dal canto suo, ha sempre ribadito la propria versione dei fatti, affermando: «Altro che omicidio. Mi sono difeso, avevo paura che tornassero indietro».
Poco prima della pronuncia definitiva, Roggero aveva espresso le sue sensazioni riguardo l'imminente reclusione: «Mi sto preparando per andare in carcere.
Ho portato la bicicletta a riparare ad Alba, sono passato in banca a sistemare le cose ancora in sospeso e ho deciso di passare l’ultimo giorno da uomo libero con la mia famiglia. Ho ancora tante cose da fare, il tempo stringe. Ma prima faccio l’ultimo pranzo con mia moglie Mariangela a base di sushi».
Riguardo al sistema giudiziario, il gioielliere aveva dichiarato: «Se ho fiducia nella giustizia? Certo che ce l’ho ma aspetto di vedere il verdetto finale. Nei due gradi precedenti tutte le mie affermazioni sono state ignorate e rispedite al mittente». Aveva inoltre manifestato il suo disappunto per «alcune menzogne dette da certi investigatori costruite su presupposti sbagliati», pur scegliendo di non approfondire ulteriormente la questione.
Il ruolo della Corte di Cassazione
La Corte di Cassazione rappresenta il massimo organo giurisdizionale ordinario in Italia. Il suo compito primario è garantire l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge, oltre a risolvere i conflitti di competenza e giurisdizione. Le sue pronunce sono considerate definitive e, salvo casi eccezionali, non sono impugnabili. La sentenza odierna chiude, pertanto, in maniera irrevocabile il procedimento giudiziario a carico di Mario Roggero, rendendo la condanna esecutiva.