Il bilancio delle vittime tra i migranti che hanno tentato di raggiungere via mare l'exclave spagnola di Ceuta è salito a 77. L'Istituto di Medicina legale di Ceuta ha confermato l'esecuzione delle autopsie sui corpi recuperati. In totale, l'Istituto ha ricevuto 79 salme di migranti deceduti durante le traversate a nuoto verso la città autonoma, due delle quali recuperate il 29 luglio, antecedentemente agli ingressi in massa verificatisi tra giovedì 30 e venerdì 31 luglio.
Gli ultimi due esami autoptici sono in programma per domani. I medici legali stanno collaborando con la Criminalistica della Guardia Civil per l'identificazione delle vittime, avvalendosi di campioni biologici e impronte digitali.
Le cifre relative alle vittime hanno mostrato discrepanze: la Delegazione del governo di Ceuta aveva inizialmente parlato di 75 morti, dopo il ritrovamento di ulteriori tre corpi, mentre le autorità locali avevano indicato 88 cadaveri recuperati. Sul versante marocchino, sono state confermate almeno 11 vittime, sebbene l'associazione marocchina dei diritti umani (Amdh) avesse stimato circa 130 decessi.
Il bilancio complessivo e l'identificazione
Le operazioni di identificazione delle vittime, condotte dai medici legali e dalla Guardia Civil, si avvalgono di campioni biologici e impronte digitali. Questo processo è cruciale per fornire risposte alle famiglie e per la corretta gestione dei corpi.
Le autorità spagnole e marocchine hanno fornito bilanci differenti: in acque spagnole sono stati recuperati 78 corpi, mentre il collettivo Caminando Fronteras ha segnalato 63 corpi in acque marocchine. Il numero complessivo delle vittime della tragedia del Tarajal di Ceuta è stato stimato in 141, con le salme distribuite nelle morgue di Tetuán, Tangeri, Fnideq e Rincón. La maggior parte delle vittime sono giovani uomini marocchini di età compresa tra i venti e i trent'anni, con una minoranza di donne e minori.
La gestione dell'emergenza e il contesto migratorio
La tragedia di Ceuta si configura come la più grave crisi migratoria mai registrata in Spagna. Il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ha dichiarato che circa 72.000 persone hanno attraversato la frontiera durante questo periodo di emergenza, e 70.000 di esse hanno già lasciato il territorio spagnolo.
Per la prima volta, eventi di tale portata sono stati classificati come tragedie con "vittime multiple", con un pressante invito ad accelerare l'identificazione dei corpi, dato che numerose famiglie sono ancora alla ricerca dei propri cari.
Per affrontare l'emergenza, sono state allestite strutture scolastiche temporanee dedicate alla protezione dei minori migranti non accompagnati giunti a Ceuta. Questa iniziativa mira a garantire assistenza e sicurezza ai giovani coinvolti, in attesa delle procedure di accoglienza e identificazione.