A Milano, il 25 luglio 2026, si è svolto un singolare presidio in difesa di Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori. Quella che era stata annunciata sui social come una “manifestazione nazionale” si è trasformata in un evento solitario. L'iniziativa, promossa da Stefania Caiafa, fondatrice dell’associazione “Avanguardia animalista”, ha visto la sola organizzatrice presentarsi in corso Venezia, dove era previsto il corteo.

Armata di megafono e di un cartello improvvisato con la scritta “Libertà per Mario Roggero”, Stefania Caiafa ha scandito a gran voce messaggi di sostegno per il gioielliere.

Nonostante le aspettative delle forze dell’ordine, che prevedevano la partecipazione di circa 150 persone e avevano schierato agenti di Polizia, Polizia locale e Digos, la manifestazione è rimasta un presidio individuale. Durante l'evento, la Caiafa è stata oggetto di contestazione da parte di un passante, che ha sollevato obiezioni sui costi per la sicurezza pubblica. La donna ha replicato con fermezza: “Sono qui come cittadina, ci metto la faccia perché non bisogna avere paura dei delinquenti. La gente ha paura ad andare a lavorare, non si vive più tranquilli e c’è chi si deve difendere come ha fatto il signor Roggero. Lui in quel momento era stanco mentalmente, la sua è stata una difesa mentale per le rapine che ha subito.

Per lui ci vuole o la grazia o la riduzione della pena”. Ha inoltre rivolto una critica alla destra, sostenendo che non avrebbe il coraggio di scendere in piazza per Roggero.

La condanna di Mario Roggero e le reazioni

La vicenda giudiziaria di Mario Roggero lo ha visto condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’uccisione di due rapinatori, avvenuta durante un tentativo di rapina nella sua gioielleria. Questa sentenza, ampiamente discussa, ha generato diverse reazioni e ha dato vita a iniziative di solidarietà, inclusa la manifestazione di Milano. Tuttavia, come osservato, l'evento non ha raggiunto la partecipazione sperata, svolgendosi in una forma molto più contenuta rispetto alle previsioni iniziali.

Le preoccupazioni dell'Associazione Nazionale Magistrati

A seguito della sentenza che ha coinvolto Mario Roggero, l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM) ha denunciato la ricezione di minacce e insulti rivolti ai magistrati che hanno preso parte al processo. L’ANM ha manifestato viva preoccupazione per il clima di tensione e per le pressioni esercitate sulla magistratura in seguito alla pronuncia della condanna. L'associazione ha sottolineato l'importanza cruciale di tutelare l’indipendenza dei giudici e di assicurare il pieno rispetto delle decisioni adottate in sede giudiziaria.