La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha disposto la sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza che aveva precedentemente confermato la decadenza di Mimmo Lucano dalla carica di sindaco di Riace. Questa importante decisione, che consente a Lucano di tornare alla guida del Comune, è stata formalizzata tramite un’ordinanza adottata nella camera di consiglio del 23 luglio. L’istanza, presentata dagli avvocati Andrea Daqua e Giuliano Saitta, è stata accolta in attesa della pronuncia definitiva della Corte di Cassazione.

La motivazione della Corte d’Appello

Il collegio della sezione civile della Corte d’Appello, presieduto dal giudice Patrizia Morabito, ha ritenuto pienamente sussistente il requisito del «danno grave e irreparabile». È stato evidenziato come la sentenza di decadenza fosse già stata eseguita dalla Prefettura di Reggio Calabria, la quale aveva disposto il passaggio delle funzioni al vicesindaco. I giudici hanno stabilito che l’immediata perdita della possibilità di esercitare il mandato conferito dagli elettori costituisce un pregiudizio tale da giustificare la sospensione in via cautelare. Si segnala che l’ufficio del Procuratore generale aveva espresso parere contrario all’accoglimento dell’istanza della difesa.

Il quadro giuridico e le argomentazioni della difesa

La decadenza era stata dichiarata nello scorso aprile, in applicazione della legge Severino, a seguito della condanna definitiva a 18 mesi di reclusione, con pena sospesa, per il reato di falso nell’ambito del processo “Xenia”. La difesa di Lucano ha sostenuto con forza l’esistenza di un evidente contrasto giuridico tra la decisione del giudice penale e quella del giudice civile. Nello specifico, è stato evidenziato che nel processo penale era stato escluso l’abuso di potere e che le pene accessorie erano state revocate. La Corte d’Appello, accogliendo la richiesta di sospensione, ha rilevato che l’esecuzione immediata della sentenza avrebbe di fatto impedito a Lucano di esercitare il mandato democraticamente ricevuto dagli elettori di Riace.

Le prossime tappe e il contesto normativo

La questione passerà ora all’esame della Corte di Cassazione, la quale sarà chiamata a pronunciarsi in via definitiva sulla complessa vicenda. Fino a quando la Suprema Corte non emetterà la sua sentenza, Mimmo Lucano, che è anche europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, continuerà a svolgere le sue funzioni di sindaco di Riace. Nel corso del procedimento, la difesa aveva richiamato anche le motivazioni di una precedente sentenza del Consiglio di Stato. Tale pronuncia aveva stabilito che l’incandidabilità per il reato di falso ideologico non costituisce un effetto automatico della condanna, ma richiede una specifica valutazione sull’effettiva sussistenza dell’abuso di potere.