Dall'inizio di giugno, i finanzieri della stazione di Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) di Alagna, Vercelli, hanno effettuato una dozzina di interventi sulle montagne della Valsesia. Le operazioni hanno riguardato escursionisti esperti e appassionati di montagna: dieci persone sono state tratte in salvo, mentre in due casi sono state rinvenute delle salme.
L'intensificarsi delle attività di soccorso è coinciso con la riapertura estiva degli impianti di risalita di Alagna e con le temperature elevate di giugno e luglio, che hanno spinto molti a cercare refrigerio in quota o ad anticipare le vacanze.
Gli interventi, spesso a oltre 4.000 metri e talvolta notturni, si sono svolti in stretto raccordo con il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico della Regione Piemonte, i Vigili del Fuoco, il servizio 118 e altre forze di polizia.
La delicatezza degli interventi e il ruolo del SAGF
Dal comando di Vercelli è stato evidenziato come gli interventi in montagna siano «attività delicate e rischiose pure per gli stessi soccorritori». Nonostante la profonda conoscenza delle zone montane, i finanzieri devono operare con massima prudenza e sicurezza, poiché le condizioni meteo possono cambiare repentinamente.
La stazione SAGF di Alagna, composta da quindici militari, è un presidio specializzato nella ricerca e intervento in ambiente alpino.
Opera principalmente nella provincia di Vercelli e, su allerta, in quella di Biella. Può essere attivata anche fuori area per professionalità specifiche o strumenti tecnologici avanzati. Questo presidio è un punto di riferimento cruciale per la sicurezza di escursionisti, alpinisti e frequentatori della montagna, dove rapidità, preparazione e conoscenza dell'ambiente sono determinanti.
Tecnologie all'avanguardia per il soccorso alpino
La Guardia di Finanza ha presentato ad Alagna le nuove tecnologie impiegate nel soccorso. Tra queste spiccano i sistemi SAPR, ovvero droni di ultima generazione, con elevate capacità operative. Alcuni modelli trasportano fino a sei chili, permettendo l'installazione di strumenti per l'analisi della rete cellulare, termocamere ad alta risoluzione e camere ispettive, utili nelle ricerche in ambiente montano.
In caso di persona dispersa, l'analisi della rete cellulare è un primo passo per individuare la cella telefonica di riferimento e definire un'area primaria di ricerca. Qui, i droni effettuano una verifica dall'alto con termocamere e camere ad alta risoluzione. Se le condizioni lo permettono, sistemi aggiuntivi possono analizzare il segnale del telefono per restringere ulteriormente l'area. Tra gli strumenti in fase sperimentale c'è il georadar, ideato per l'ispezione del manto nevoso in caso di valanghe, utile dove rapidità e precisione sono decisive.
Integrazione tra tecnologia e tradizione: il ruolo dei cinofili
Le nuove tecnologie non sostituiscono il lavoro tradizionale dei soccorritori, ma lo affiancano.
Restano fondamentali le pattuglie a piedi, i mezzi della Guardia di Finanza, gli elicotteri e la collaborazione con altri enti di soccorso. L'obiettivo è integrare strumenti moderni e competenze operative per arrivare più rapidamente e aumentare l'efficacia delle ricerche, specialmente in boschi, crinali o zone difficili.
Accanto ai droni, il lavoro dei finanzieri cinofili rimane centrale. Presenti da oltre sessant'anni, sono ancora oggi considerati insostituibili. Il finanziere scelto Luca Gamba Chiri opera con Scar, un cane di quattro anni e mezzo. Il loro intervento è particolarmente efficace quando le tecnologie restringono l'area primaria: all'interno di quella zona, il cane si muove più rapidamente delle squadre a piedi e contribuisce al ritrovamento.
Il lavoro del SAGF di Alagna conferma l'importanza di un presidio specializzato in un territorio frequentato da numerosi turisti, escursionisti e appassionati. La Guardia di Finanza unisce esperienza, addestramento, unità cinofile e nuove tecnologie per affrontare scenari complessi: persone disperse, incidenti in quota, zone impervie ed eventi valanghivi. Questo sistema richiama anche alla prudenza di chi vive la montagna: preparare l'itinerario, controllare il meteo, avere il telefono carico, comunicare il percorso e non sottovalutare mai l'ambiente alpino restano comportamenti fondamentali per la sicurezza di tutti.