Un grave lutto ha colpito la comunità di Zungri e Tropea: la Procura di Vibo Valentia ha disposto il sequestro dell'asilo di Tropea frequentato da Alessio Pio, un bambino di un anno e mezzo, deceduto all’ospedale di Catanzaro. Il provvedimento è stato adottato a seguito di approfondite verifiche condotte nella struttura scolastica, rese necessarie per consentire ulteriori approfondimenti clinici e igienico-sanitari sulle attrezzature e sull'ambiente dei locali.

La tragica vicenda ha avuto inizio con il ricovero del piccolo Alessio Pio, inizialmente presso l’ospedale di Vibo Valentia.

Le sue condizioni di salute si sono rapidamente aggravate, rendendo indispensabile il trasferimento, avvenuto il 21 luglio, all'ospedale di Catanzaro, dove purtroppo è sopraggiunto il decesso. Oltre alla giovane vittima, altri quattro bambini che frequentavano la stessa struttura educativa sono stati ricoverati con sintomi allarmanti, riconducibili a una possibile contaminazione batterica. Di questi, tre sono stati fortunatamente dimessi, mentre uno risulta ancora ricoverato a Catanzaro per le necessarie cure. Complessivamente, secondo le prime stime, si ritiene che una dozzina di piccoli abbia manifestato sintomi più o meno gravi, tutti caratterizzati da una contaminazione gastrointestinale.

L'inchiesta della Procura e i provvedimenti giudiziari

In risposta alla denuncia presentata dai genitori della piccola vittima, la Procura di Vibo Valentia ha prontamente aperto un'inchiesta per far luce sull'accaduto. Nell'ambito delle indagini, la cartella clinica del bambino è stata immediatamente sequestrata per un'analisi approfondita. La magistratura ha inoltre ordinato il sequestro della salma e disporrà nelle prossime ore l'esecuzione dell'autopsia, un passaggio cruciale che sarà affidato agli specialisti dell'università Magna Grecia di Catanzaro per determinare le cause esatte del decesso. L'asilo al centro del caso, identificato come "Family baby school", è stato posto sotto sigilli proprio per consentire accertamenti dettagliati sulle sue attrezzature e sulle condizioni igienico-sanitarie complessive.

I primi episodi di malore tra i bambini risalgono al 17 luglio scorso.

Parallelamente all'intervento delle autorità giudiziarie, la direzione dell'asilo ha autonomamente deciso la temporanea sospensione delle attività educative e scolastiche. Una comunicazione ufficiale è stata inviata alle famiglie, spiegando che la decisione è stata presa "in via esclusivamente precauzionale e a tutela della salute dei bambini, delle famiglie e del personale", a fronte della "presenza di diversi episodi di natura gastrointestinale e della particolare gravità assunta da alcuni casi".

L'ipotesi del batterio Clostridium difficile e le indagini in corso

L'ipotesi principale su cui si concentrano le indagini riguarda una contaminazione batterica.

Si ritiene che un agente patogeno possa essersi diffuso attraverso i fasciatoi e le attrezzature utilizzate all'interno dell'istituto per la cura e l'igiene quotidiana dei bambini. L'infezione viene ricondotta a un preciso tipo di batterio: il Clostridium difficile, noto per causare gravi disturbi gastrointestinali. Le autorità stanno proseguendo con la massima urgenza gli accertamenti per chiarire le cause esatte e le modalità di diffusione del batterio all'interno della struttura, al fine di ricostruire l'intera dinamica dei fatti e adottare tutte le misure necessarie per prevenire ulteriori rischi per la salute pubblica.