La morte di Massimo Ciarelli, deceduto a seguito di un violento scontro tra lo scooter da lui guidato e un’auto dei carabinieri, è al centro di indagini che si concentrano sulle immagini registrate dalla dash cam installata sul veicolo delle forze dell’ordine. L’incidente è avvenuto mercoledì sera sulla statale 16, nel tratto compreso tra Marina di Città Sant’Angelo e Silvi. Ciarelli, quarantatreenne, non si era fermato all’alt dei carabinieri a Montesilvano, dando così origine a un inseguimento che si è snodato prima sulle strade di Pescara e poi su quelle di Teramo.
Il fascicolo aperto dalla Procura ipotizza il reato di omicidio stradale, ma al momento non vi sono indagati iscritti nel registro. Le prime certezze sulla dinamica dell’accaduto emergono proprio dalle immagini della dash cam, considerate un punto di partenza fondamentale per la ricostruzione dei fatti. La Procura potrebbe decidere di avvalersi del modello 45 bis, il nuovo registro introdotto a maggio dal ministero della Giustizia, specificamente pensato per i pubblici ufficiali e gli appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti in eventi di questa natura.
Dettagli dell’indagine e utilizzo delle immagini
Le riprese effettuate dalla dash cam saranno oggetto di un’attenta analisi volta a chiarire le fasi dell’inseguimento e del successivo impatto.
L’impiego di questi dispositivi a bordo dei veicoli delle forze dell’ordine mira a garantire la trasparenza e la tracciabilità degli interventi, soprattutto in situazioni di particolare criticità come quella verificatasi sulla statale 16. La Procura, che ha avviato il fascicolo senza iscrivere al momento alcun nome nel registro degli indagati, sta valutando tutte le ipotesi investigative disponibili, inclusa la possibilità che il procedimento rimanga privo di indagati nella fase iniziale.
Il modello 45 bis e il contesto normativo
Il modello 45 bis, introdotto dal ministero della Giustizia a maggio, rappresenta uno strumento normativo specifico per la gestione dei procedimenti che coinvolgono pubblici ufficiali e forze dell’ordine.
Questo registro consente di catalogare i procedimenti in cui non vi sono elementi sufficienti per iscrivere una persona indagata, assicurando comunque la tracciabilità delle indagini e la possibilità di approfondimenti futuri qualora emergano nuovi elementi. La misura è stata adottata anche a seguito di precedenti vicende, con l’obiettivo di fornire un quadro normativo più chiaro per le indagini che coinvolgono agenti impegnati in servizio.