Le condizioni igienico-sanitarie all’interno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino sono state denunciate dall’Osapp come incompatibili con qualsiasi standard di civiltà. Secondo il sindacato, la situazione è critica: interi reparti della struttura sono infestati da ratti, scarafaggi e cimici, mentre la mensa è completamente invasa dalle formiche. A ciò si aggiunge un sovraffollamento definito devastante e condizioni microclimatiche estreme, con la mensa obbligatoria priva di climatizzazione proprio all’inizio della stagione estiva, rendendo l'ambiente insostenibile per detenuti e personale.
Emergenza operativa e appello del personale
Il sindacato ha evidenziato una grave emergenza operativa. Durante una giornata tipo, sono state effettuate trenta traduzioni di detenute, di cui tredici per direttissima, impiegando un numero esiguo di agenti: appena dieci unità di polizia penitenziaria. Questi dati, secondo l’Osapp, delineano una condizione di lavoro insostenibile che espone il personale a rischi gravissimi. Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, ha espresso profonda preoccupazione, affermando che “lo Stato arretra proprio dove dovrebbe essere più forte, lasciando solo il personale della polizia penitenziaria a fronteggiare un’emergenza senza precedenti”. Di fronte a tale scenario, il sindacato ha richiesto un intervento immediato e coordinato del Servizio di igiene pubblica, del Nas dei Carabinieri, del prefetto, del sindaco e del presidente della Regione, ciascuno per le proprie competenze.
Il contesto delle carceri piemontesi e la condanna europea
La difficile situazione della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino non è nuova ed è stata oggetto di attenzione anche a livello internazionale. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha infatti condannato l’Italia per la violazione degli articoli 2 (diritto alla vita) e 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti) della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Questa condanna è scaturita dalla morte di Antonio Raddi, avvenuta il 30 dicembre 2019 all’interno della stessa struttura. La sentenza ha riaffermato il principio fondamentale secondo cui lo Stato ha la piena responsabilità di garantire condizioni di vita e di salute adeguate alle persone detenute.
L’Osapp, da parte sua, ha ripetutamente lanciato allarmi sulle condizioni del carcere, sottolineando come il persistente sovraffollamento e le gravi carenze igienico-sanitarie mettano a serio rischio la salute sia del personale che delle persone detenute.
Richieste urgenti di intervento istituzionale
Le criticità emerse sono state portate all'attenzione delle istituzioni attraverso un’interrogazione specifica, volta a sollecitare il presidente della Regione ad affrontare con urgenza le condizioni delle carceri piemontesi, ulteriormente aggravate da un mese di caldo estremo. Il sindacato e altre realtà civili chiedono con forza che venga dichiarato lo stato di emergenza regionale. Questa richiesta mira a sottolineare la necessità impellente di un intervento risolutivo per tutelare la salute e la sicurezza di tutti coloro che vivono e lavorano all’interno della struttura carceraria.