Il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Osapp ha lanciato un grave allarme sulle condizioni igienico-sanitarie e strutturali della casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, giudicandole "incompatibili con gli standard minimi di civiltà". La denuncia fa seguito a un sopralluogo approfondito all'interno dell'istituto penitenziario torinese, che rivela un sovraffollamento critico: la struttura accoglie attualmente 1.400 detenuti, superando di 300 unità la capienza regolamentare di 1.100 posti.
Sono state riscontrate gravi carenze, tra cui la diffusa presenza di muffa e infiltrazioni d'acqua, oltre a significativi problemi strutturali che interessano diversi reparti del carcere.
Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp, ha evidenziato che tali condizioni compromettono la dignità delle persone e non rispettano gli standard civili. Il sindacato ha inoltre denunciato la persistente assenza di interventi risolutivi da parte delle autorità competenti, sottolineando come la situazione si protragga da tempo senza alcun miglioramento tangibile.
Criticità operative e sicurezza del personale
L'Osapp ha posto l'accento anche sulle difficoltà operative che il personale di polizia penitenziaria è costretto ad affrontare quotidianamente. Gli agenti operano in un contesto di forte stress e rischio elevato, come dimostrano i recenti episodi di aggressione al personale e le emergenze, quali gli incendi scoppiati all'interno delle celle.
Questi eventi contribuiscono a rendere la gestione quotidiana dell'istituto estremamente complessa e precaria.
Il sindacato ha ribadito che la casa circondariale Lorusso e Cutugno è frequentemente teatro di episodi di tensione, con aggressioni dirette al personale e danneggiamenti alle strutture. L'Osapp ha sottolineato l'urgenza di interventi immediati e concreti per ripristinare condizioni di sicurezza e dignità, sia per i detenuti che per gli operatori che vi lavorano.
La struttura della casa circondariale di Torino
La casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino rappresenta uno dei principali istituti penitenziari del Piemonte. La struttura, ubicata nel quartiere Vallette, è destinata sia alla detenzione di persone in attesa di giudizio sia all'accoglienza di condannati in via definitiva.
Nel corso degli anni, il carcere è stato più volte al centro dell'attenzione mediatica e istituzionale a causa delle problematiche legate al sovraffollamento e alle precarie condizioni degli ambienti interni.
La gestione dell'istituto è responsabilità dell'Amministrazione Penitenziaria, che sovrintende alla sicurezza, alla custodia e all'erogazione dei servizi interni. Le criticità riscontrate in termini di igiene, sanità e sicurezza sono oggetto di costante monitoraggio da parte delle autorità competenti, le quali hanno il compito di intervenire per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali sia delle persone detenute che degli operatori penitenziari.