I carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito il fermo di ventidue persone – sette già detenute – ritenute responsabili di una prolungata escalation criminale che ha terrorizzato la città. L'operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), si è concentrata sul mandamento mafioso di Tommaso Natale–San Lorenzo, colpito da attentati e intimidazioni dal novembre 2025 a pochi giorni fa.

L'indagine ha individuato autori e mandanti. A nove indagati sono contestati estorsione, tentata estorsione e detenzione illegale di armi da guerra con l'aggravante mafiosa.

Altri sei sono accusati di far parte di un'organizzazione dedita al traffico di stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana), con un arsenale di armi. L'inchiesta prosegue una precedente operazione che, a giugno, aveva già portato a otto fermi per estorsione, danneggiamenti e tentato omicidio.

Collaboratori e vittime

Un ruolo cruciale nell'indagine è stato svolto dalle dichiarazioni di Alessio D'Agostino, un nuovo collaboratore di giustizia arrestato il 20 marzo 2026. D'Agostino ha fornito dettagli sul ruolo di Salvatore Verga, trafficante di droga accusato di gestire dal carcere i "picciotti" incaricati delle intimidazioni e delle richieste estorsive. Le attività criminali hanno avuto un impatto significativo sui commercianti palermitani.

Nonostante la pressione del racket delle estorsioni, solo due vittime hanno formalizzato una denuncia. Un imprenditore ha confermato agli investigatori una richiesta iniziale di 5.000 euro, poi ridotta a 3.000 euro, somma versata in due rate.

Il mandamento mafioso di Tommaso Natale–San Lorenzo

Il mandamento mafioso di Tommaso Natale–San Lorenzo è una delle articolazioni storiche di Cosa Nostra a Palermo. Comprende diversi quartieri e rappresenta un'area tradizionalmente interessata da fenomeni di criminalità organizzata. Le attività si concentrano su traffico di stupefacenti, estorsioni e controllo del territorio, con una struttura gerarchica definita.

Le operazioni delle forze dell'ordine in questa zona hanno spesso evidenziato la complessità delle dinamiche interne e la capacità delle organizzazioni di riorganizzarsi anche dopo arresti e sequestri, mantenendo un forte controllo sulle attività illecite e sulle risorse economiche generate dal racket e dal traffico di droga.