Sono state completate a Porto Torres, in provincia di Sassari, le complesse operazioni di spostamento del fortino militare situato agli Alti Fondali. Il manufatto, risalente alla Seconda Guerra Mondiale e riconosciuto come bene di carattere storico-culturale sottoposto a tutela, è stato arretrato di 170 metri rispetto alla sua posizione originaria. Questo intervento cruciale si inserisce nel più ampio contesto dei lavori per la realizzazione dell’Antemurale di Porto Torres e aprirà la strada alle successive fasi di riduzione del molo.

Le delicate operazioni, concluse nella giornata di mercoledì 15 luglio, hanno richiesto diverse fasi tecniche.

Inizialmente, è stato eseguito un pre-consolidamento del fortino tramite una specifica struttura metallica. Successivamente, si è proceduto al taglio alla base del manufatto, al suo sollevamento utilizzando martinetti idraulici e, infine, al caricamento su un apposito pianale semovente per la traslazione. Il fortino, con un peso stimato di circa 132 tonnellate, si trovava in una posizione particolarmente impegnativa, in testata al molo Alti Fondali. Nella sua nuova collocazione, l’opera sarà oggetto di specifici interventi di consolidamento e restauro conservativo, in linea con le direttive della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Sassari e Nuoro.

Impatto sul Porto Civico e la sua riorganizzazione

Il dislocamento del fortino è un passo fondamentale che consentirà di avviare la resecazione obliqua del molo. Questo processo prevede una riduzione della lunghezza attuale di 150 metri sul lato scogliera e di 80 metri sul lato banchinale che si affaccia sul bacino portuale. Tali interventi rientrano in un’intensa attività di cantiere volta a ridisegnare il layout del Porto Civico turritano. L’obiettivo è migliorare significativamente la manovrabilità in ingresso e in uscita dal bacino portuale, adeguando l’intera struttura alle esigenze tecniche delle grandi navi da crociera e dei traghetti di ultima generazione.

Lo spostamento del fortino segue un’operazione analoga, effettuata a inizio anno, che ha riguardato la statua della Madonnina.

Quest’ultima è attualmente custodita nei locali della Soprintendenza, in attesa di essere ricollocata nel molo al termine dei lavori. Il cronoprogramma dei lavori prevede inoltre l’imbasamento graduale dei cassoni in cemento armato nella diga e, a breve, il taglio della banchina Alti Fondali, che sarà riportata a una nuova lunghezza totale di circa 380 metri.

Dichiarazioni e prospettive future per lo scalo turritano

Domenico Bagalà, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, ha sottolineato l’importanza dell’intervento: “Lo spostamento del fortino militare segna un momento fondamentale nell’avanzamento dei lavori di realizzazione dell’Antemurale di Porto Torres. Si tratta di un intervento di particolare complessità, eseguito con successo, che, oltre a garantire la conservazione di un bene a testimonianza della storia dello scalo e del territorio, ci consentirà di proseguire celermente con le fasi successive del cantiere e di restituire allo scalo del Nord Ovest una nuova configurazione operativa e maggiore sicurezza per le operazioni portuali”.