La Regione Puglia ha lanciato il 31 luglio 2026 la campagna social "La Puglia non Tratta", un'iniziativa volta a contrastare il caporalato e lo sfruttamento lavorativo nel settore agricolo. Il video, diffuso sulle pagine social istituzionali e realizzato da LaboratorioCom per il progetto "La Puglia non Tratta - Insieme per le Vittime", mira a sensibilizzare l'opinione pubblica sulle difficili condizioni dei braccianti. Il progetto è finanziato dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e promosso dalla Regione.
Il video presenta immagini di campi di pomodori e braccianti ammassati in furgoni, accompagnate dal messaggio: "Quando stai comprando a pochi centesimi un prodotto agricolo, stai finanziando un sistema distorto di filiera che alimenta aste al ribasso, illegalità e schiavitù". La narrazione contrappone due realtà: quella del lavoratore sfruttato, sottoposto a ritmi estenuanti, paghe misere e privo di tutele, e quella della consumatrice che acquista gli stessi prodotti al supermercato, ignara del costo umano dietro il prezzo.
Sfruttamento nei campi: dati e vittime
Il video invita a riflettere sul costo reale dei prodotti agricoli e sulle conseguenze sociali. In Italia, si contano circa 200.000 lavoratori irregolari nel settore agricolo, di cui 55.000 donne.
Molti sono migranti che, per necessità, accettano 20 euro al giorno per 12-14 ore di lavoro nei campi, senza alcuna protezione. L'iniziativa è dedicata alla memoria di Waseem Khan, Amin Fazal Khogjani, Safi Iayjad e Ullah Ismat Qiemi, deceduti il 1° giugno 2026 ad Amendolara dopo aver rivendicato un contratto regolare e il pagamento degli stipendi arretrati.
'Puglia Accogliente': 40 milioni per l'inclusione abitativa
Parallelamente, la Regione Puglia ha promosso l'avviso pubblico "Puglia Accogliente", che destina 39,6 milioni di euro dal PR Puglia 21-27 alla riqualificazione di immobili comunali. L'obiettivo è favorire l'inclusione socio-abitativa dei lavoratori migranti regolari, incrementando l'offerta abitativa pubblica e superando le forme precarie di accoglienza stagionale.
Ciò ridurrà il rischio di segregazione e di esposizione al caporalato e allo sfruttamento lavorativo.
L'avviso finanzia interventi di rifunzionalizzazione di immobili di proprietà dei Comuni o concessi in comodato per almeno dieci anni, situati in aree urbane, centri storici o in prossimità di essi. Ogni Comune può candidare fino a tre proposte, riguardanti la riqualificazione di appartamenti in borghi in spopolamento, ex mattatoi, ville confiscate o edifici dismessi. È possibile valorizzare anche patrimonio privato o ecclesiastico sottoutilizzato, purché concesso in comodato per almeno dieci anni.
Gli immobili dovranno garantire ospitalità ad almeno 40 persone migranti, con soluzioni architettoniche ispirate a principi di sostenibilità sociale e abitativa (es.
miniappartamenti, foresterie) e che favoriscano l'integrazione tramite ambienti residenziali e spazi comuni. Il contributo massimo concedibile per proposta è di 1,5 milioni di euro, incrementabile di 35 mila euro per ogni posto letto aggiuntivo, fino a un massimo di 3 milioni.
I progetti saranno valutati in base a cantierabilità, qualità progettuale e architettonica, integrazione urbana, fabbisogno sociale locale, mixité funzionale e coinvolgimento del terzo settore per la gestione. Sarà data priorità ai Comuni vicini agli insediamenti informali, maggiormente interessati dal caporalato.