La Corte d’appello di Milano, tramite la sua Sezione specializzata in materia di Impresa, ha accolto il reclamo presentato da un gruppo di cittadini e genitori tarantini, stabilendo lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto. Il provvedimento ordina la sospensione delle attività siderurgiche a caldo entro novanta giorni e coinvolge sia Ilva in amministrazione straordinaria che Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Le procedure di spegnimento delle cokerie, degli altiforni, delle acciaierie e degli impianti di colata continua dovranno avviarsi entro quarantotto ore dalla notifica della decisione.

La motivazione principale alla base di questa storica sentenza risiede nella persistenza di un pericolo per la salute pubblica, strettamente legato al «progressivo ammaloramento dello stabilimento». I giudici hanno sottolineato come il sistema produttivo sia rimasto sostanzialmente immutato per decenni e come le misure finora messe in atto dall’azienda non siano state efficaci nel contenere il rischio derivante dalle emissioni di diverse sostanze nocive. Il verdetto, che ribalta una precedente decisione del Tribunale, impone che la ripartenza delle attività possa avvenire solo dopo la completa bonifica dell’asbesto e una drastica riduzione delle emissioni sottili, fissando come condizione il rispetto di «limiti di sicura accettabilità» per i rischi sanitari.

La decisione della Corte e i tempi di attuazione

La Sezione specializzata in materia di Impresa della Corte d’appello ha specificato che la chiusura definitiva dell'area a caldo dovrà essere completata entro i novanta giorni stabiliti. L'ordine di sospensione riguarda tutte le principali strutture produttive dell'area. Questa determinazione fa seguito anche a una memoria presentata il 30 settembre 2025 da un gruppo di genitori e cittadini di Taranto, la quale evidenziava un rischio «inaccettabile» per la salute e per il clima. La Corte è intervenuta proprio per ridurre i rischi sanitari entro i limiti definiti di «sicura accettabilità».

Il contesto dello stabilimento ex Ilva di Taranto

Lo stabilimento ex Ilva di Taranto è riconosciuto come uno dei più grandi complessi siderurgici d’Europa.

Attualmente gestito in amministrazione straordinaria, rappresenta un polo industriale e occupazionale di significativa importanza per la città e la regione. Negli ultimi anni, l'impianto è stato oggetto di numerosi procedimenti giudiziari e amministrativi, tutti legati al suo impatto ambientale e sanitario. Le emissioni prodotte dall’area a caldo sono state al centro di intensi dibattiti pubblici e di diverse azioni legali, con una particolare attenzione rivolta agli effetti sulla salute dei residenti nelle aree circostanti.