Il gruppo consiliare di Sinistra Futura ha presentato la proposta di legge “Sistema educativo di istruzione della Sardegna”, mirata a una riforma organica del sistema educativo regionale. L’iniziativa, illustrata dal capogruppo Luca Pizzuto e dalla consigliera Paola Casula, intende contrastare la dispersione scolastica, lo spopolamento e la povertà educativa, ponendo al centro i giovani e il loro “diritto alla felicità” e lo sviluppo del pensiero critico.

Il testo, articolato in 67 articoli, si propone di delineare un quadro di competenze tra Regione, enti locali e autonomie scolastiche, potenziando il coordinamento delle politiche educative.

Tra le novità principali si evidenziano il rafforzamento del sistema integrato 0-6 anni con poli per l’infanzia e coordinamenti pedagogici territoriali, l’introduzione dei Patti educativi di comunità, e l’incremento dell’insegnamento di lingua, storia e cultura sarda. Sono previste anche misure per i bisogni educativi speciali e il contrasto al disagio giovanile. La proposta include il potenziamento del diritto allo studio attraverso borse e il Reddito di studio (Rest) per adulti disoccupati, oltre a strumenti innovativi quali il bilancio partecipativo studentesco, l’educazione emotiva e i Centri di servizio e supporto (Css) per l’intera comunità scolastica.

Dati e risorse finanziarie per la riforma

La necessità di questa riforma emerge da dati critici: la dispersione scolastica in Sardegna raggiunge il 17,3% (contro il 10,5% nazionale), i NEET costituiscono il 19,6% dei giovani, e l’isola ha registrato una perdita del 18,4% della popolazione giovanile nell’ultimo decennio. Per sostenere l’iniziativa, sono previsti 5 milioni di euro all’anno a partire dal 2026, per un totale di 15 milioni nel triennio, con possibilità di integrazione tramite fondi per l’edilizia scolastica e altri bandi regionali ed europei. La consigliera Paola Casula ha ribadito che, sebbene il testo sia stato elaborato da Sinistra Futura, è aperto al contributo delle forze alleate.

Il capogruppo Luca Pizzuto ha evidenziato il carattere aperto della proposta, annunciando una fase di consultazione che prenderà il via in autunno. Questa operazione di ascolto coinvolgerà scuole, associazioni e forze politiche, con l’obiettivo di giungere a una riforma condivisa. Tra gli elementi chiave della legge si annoverano l’edilizia scolastica, la differenziazione metodologica, lo sviluppo delle competenze del personale e il raccordo tra i vari gradi di istruzione.

Contesto e obiettivi della riforma

Valter Campana, responsabile del dipartimento scuola di Sinistra Futura, ha collocato la riforma nel quadro delle difficoltà croniche della scuola sarda, citando la bassa qualità degli apprendimenti, il fenomeno dei NEET, il disagio giovanile e il ridotto numero di laureati.

Campana ha rimarcato come il trasferimento di competenze, conseguente alla modifica del Titolo V della Costituzione, non sia stato accompagnato da un adeguato trasferimento di risorse, e come persista una sovrapposizione operativa tra autonomie scolastiche, Stato e Regione. Tra le soluzioni proposte, figurano il rilancio dell’Osservatorio sulla dispersione scolastica (istituito nel 2017) e la regolamentazione dei patti educativi di comunità.

L’assessora alla Pubblica Istruzione, Ilaria Portas, ha sottolineato l’importanza di considerare la scuola non come un’entità isolata, ma come parte integrante della comunità. Ha ribadito l’urgenza di attivare processi di rete e di rafforzare i patti di comunità per supportare la didattica e la formazione dei docenti.

La proposta di Sinistra Futura include anche interventi per l’educazione emotivo-affettiva, con l’obiettivo di contrastare la violenza di genere e promuovere la pace e la non violenza, avvalendosi del bilancio partecipativo studentesco.