Il sindaco di Fagnano Castello, Raffaele Giglio, è stato vittima di una violenta aggressione fisica e verbale, accompagnata da esplicite minacce di morte. L'episodio si è verificato mentre il primo cittadino si stava recando al cimitero, un momento di raccoglimento trasformato in un atto di intimidazione. La notizia è stata diffusa dallo stesso sindaco attraverso un post pubblicato sul suo profilo Facebook, dove ha raccontato i dettagli dell'accaduto. Immediatamente dopo l'aggressione, Giglio ha ricevuto le necessarie cure mediche presso l'ospedale di San Marco, per poi recarsi senza indugio dai Carabinieri per sporgere formale denuncia, avviando così le procedure legali contro i responsabili.

La ferma condanna del sindaco e la reazione istituzionale

In una dichiarazione che ha risuonato con forza, Raffaele Giglio ha categoricamente definito l'aggressione subita come "un gesto vile e inqualificabile, che va ben oltre il normale confronto civile". Il sindaco ha voluto sottolineare la gravità dell'atto, precisando che "non si tratta solo di un attacco alla mia persona, ma di un atto che offende l'istituzione che rappresento e l'intera nostra comunità". Con parole chiare e decise, Giglio ha ribadito un principio fondamentale: "la violenza non ha mai giustificazioni e non sarà certo l'intimidazione a fermare il mio impegno o il lavoro della nostra Amministrazione". Ha concluso il suo intervento con un messaggio di resilienza e determinazione, affermando che continuerà a servire la comunità di Fagnano Castello "con la stessa dedizione di sempre, convinto che il rispetto e la legalità siano le fondamenta su cui dobbiamo continuare a costruire il nostro futuro".

Questo episodio ha generato una forte ondata di solidarietà da parte delle istituzioni e della cittadinanza, che condannano fermamente ogni forma di violenza contro i rappresentanti eletti.

Preoccupante escalation: aggressioni a esponenti politici locali

Il grave episodio che ha coinvolto il sindaco Giglio si inserisce in un contesto più ampio di crescenti aggressioni a esponenti politici locali in diverse regioni italiane, evidenziando una preoccupante escalation di violenza. Un caso emblematico è quello di Katia Iorio, consigliere comunale e candidata a sindaco alle ultime elezioni amministrative di Casalnuovo, la quale il 4 luglio 2026 ha denunciato di essere stata aggredita. L'episodio è avvenuto mentre la Iorio si trovava in auto con la figlia e il marito.

Secondo la sua testimonianza, alcune donne si sarebbero scagliate contro di loro, colpendo ripetutamente la testa e tirando i capelli al consigliere. Anche il marito e la figlia avrebbero riportato lesioni, come attestato dai referti del Pronto Soccorso della clinica Villa dei Fiori di Acerra. Nei giorni precedenti a questa aggressione, Katia Iorio aveva già presentato una denuncia ai Carabinieri per alcune minacce ricevute, suggerendo un possibile collegamento tra il suo ruolo politico e gli atti intimidatori. Determinata a non fare passi indietro, la consigliera ha dichiarato pubblicamente la sua intenzione di "continuare a denunciare tutto alle autorità competenti", ribadendo il suo impegno civico nonostante le intimidazioni.

Le forze dell'ordine sono attivamente impegnate nelle indagini per chiarire la dinamica di questi gravi episodi e per verificare eventuali nessi tra le minacce pregresse e le aggressioni subite. L'obiettivo è fare piena luce sui fatti e assicurare i responsabili alla giustizia, garantendo la sicurezza e la libertà di azione degli amministratori locali.