Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha partecipato ad Andria alla cerimonia per il decennale del disastro ferroviario del 12 luglio 2016, che causò la morte di ventitré persone. Sottolineando l'importanza di una legislazione improntata alla prevenzione, Sisto ha evidenziato come sia cruciale evitare il ripetersi di simili tragedie.

Sisto: prevenzione e sicurezza sul lavoro

Nel suo intervento, Sisto ha affermato che il legislatore può impedire nuove tragedie con una legislazione di prevenzione che promuova la collaborazione tra imprese e lavoratori.

Un "gioco di squadra" nell'adempimento delle norme riduce i rischi. Il viceministro ha menzionato nuovi interventi in materia di responsabilità medica, modelli 231 e sicurezza sul lavoro. Richiamando Jhering, Sisto ha evidenziato come la sanzione arrivi sempre troppo tardi. Per i familiari delle vittime, è prioritario che l'evento tragico non accada, piuttosto che la sola punizione dei responsabili, i quali dovrebbero essere sanzionati solo dopo aver integrato la prevenzione come "linguaggio comune" tra impresa e lavoratori.

Il decennale, Mattarella e il processo in Cassazione

Alla cerimonia di Andria era presente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Sisto ha descritto la sua partecipazione come simbolo di unità e vicinanza al dolore, evidenziando l'empatia del Capo dello Stato, dimostrata sin dal 2016 e rinnovata nel dialogo con i familiari.

A dieci anni dalla tragedia ferroviaria tra Andria e Corato, la vicenda giudiziaria è ancora in corso. Dopo le sentenze di primo e secondo grado a Trani, la Corte di Cassazione si pronuncerà il 7 ottobre. La Procura e i familiari delle vittime attendono la decisione della Suprema Corte, che dovrà stabilire se la responsabilità dell’incidente sia da attribuire solo ai due ferrovieri condannati o anche a Ferrotramviaria e al ministero dei Trasporti. L’incidente del 2016, con ventitré morti e cinquantuno feriti, si sarebbe potuto evitare con un sistema elettronico di controllo della marcia dei treni.

Condanne e ricorsi in Cassazione

Le sentenze precedenti hanno individuato i principali responsabili nel capostazione Vito Piccarreta e nel capotreno Nicola Lorizzo, condannati per lesioni colpose (rispettivamente a sei anni e tre mesi, e sei anni e nove mesi).

Le accuse: Piccarreta diede il segnale di partenza senza autorizzazione; Lorizzo non verificò l’incrocio. Le condanne sono state impugnate in Cassazione dagli avvocati dei ferrovieri. La Procura haa sua volta presentato ricorso, contestando le assoluzioni di Ferrotramviaria e di vari dirigenti del ministero e dell'Ustif, cercando di ampliare il quadro delle responsabilità.