A Trecase, in provincia di Napoli, sono stati abbattuti due manufatti abusivi situati a ridosso del Parco Nazionale del Vesuvio. L'intervento, eseguito nella mattinata del 28 luglio 2026 in via Cantinelle, ha dato concreta attuazione a una sentenza definitiva del tribunale di Torre Annunziata risalente al 2006. Le demolizioni hanno interessato costruzioni erette in un'area sottoposta a stringenti vincoli paesaggistici, idrogeologici e ad elevato rischio vulcanico, come evidenziato anche nel sottotitolo: "A Trecase demolite due costruzioni abusive in area vincolata, eseguita un'ordinanza del tribunale del 2006".

Dettagli delle demolizioni e delle strutture coinvolte

Le strutture demolite comprendevano una costruzione in muratura di circa 55 metri quadrati con solaio in cemento armato e un secondo manufatto di circa 42 metri quadrati di superficie utile di calpestio, per un totale di circa 50 metri quadrati lordi. I manufatti insistevano in via Cantinelle, un'area che la Procura oplontina ha indicato come soggetta a molteplici restrizioni. Oltre ai vincoli paesaggistici, il terreno è classificato come area agricola di valore paesaggistico dal Piano Urbanistico Comunale di Trecase e rientra nella cosiddetta "zona rossa" di elevato rischio vulcanico, definita dalla normativa regionale. L'abbattimento è stato eseguito in regime di autodemolizione direttamente dal proprietario, senza anticipazione di spese da parte del Comune di Trecase o della Cassa Depositi e Prestiti.

Vincoli e regolamentazioni dell'area

L'area di via Cantinelle è caratterizzata da una complessa rete di protezioni e restrizioni. Oltre ai vincoli paesaggistici, il Piano Territoriale Paesistico dei Comuni Vesuviani tutela la bellezza panoramica e la vegetazione tipica. A ciò si aggiungono i vincoli idrogeologici imposti dal Piano di Assetto Idrogeologico dell'Autorità di Bacino, che prevede la gestione delle acque meteoriche lungo le pendici del Vesuvio. Il Comune di Trecase è inoltre classificato come sito sismico di categoria II dal 1981. L'intera zona ricade tra le aree agricole e di riqualificazione urbana (AU3) secondo il piano regolatore locale. In questo contesto, qualsiasi modifica del suolo avrebbe richiesto una serie di specifiche autorizzazioni, completamente assenti nel caso delle costruzioni demolite.

Procedura e significato dell'intervento

L'esecuzione di queste demolizioni, avvenuta a quasi vent'anni dalla sentenza definitiva del 2006, sottolinea l'importanza nel contrastare l'abusivismo edilizio e nel promuovere la tutela ambientale. La Procura ha evidenziato come tali azioni rappresentino uno "strumento insostituibile" per la protezione del territorio. Questo tipo di intervento combina l'efficacia del ripristino ambientale con un forte potere deterrente, rendendo visibile e concreta l'azione contro le costruzioni abusive e contribuendo a salvaguardare un'area di pregio naturale e ad alto rischio.