Una serata di intenso lavoro, in parte evitabile, per la Centrale Unica di Emergenza del Trentino. Nella notte, l'ente ha gestito tre distinte chiamate di soccorso da parte di escursionisti rimasti illesi, nessuna delle quali ha richiesto l'intervento sul campo delle squadre del Soccorso Alpino e Speleologico. Gli episodi si sono verificati tra le Dolomiti di Brenta, Passo San Nicolò e il parcheggio del Fontanino a Peio, evidenziando un uso improprio del numero di emergenza 112.

Interventi notturni: richieste non urgenti al 112

Il primo allarme è giunto intorno alle 20:30 dalle Dolomiti di Brenta.

Due escursionisti stranieri, stanchi e disidratati lungo il sentiero Violi dopo la ferrata delle Bocchette Centrali, sono stati monitorati e guidati telefonicamente dal tecnico di Centrale fino a raggiungere in autonomia Vallesinella.

Intorno alle 23:00, una seconda segnalazione è arrivata da Passo San Nicolò, sopra Pozza di Fassa. Due campeggiatori stranieri si erano allontanati dalla tenda senza zaini per paura del temporale. Rassicurati telefonicamente sul miglioramento del meteo, sono rientrati nell'accampamento per la notte.

L'ultimo episodio si è verificato intorno a mezzanotte al parcheggio del Fontanino a Peio. Due escursionisti hanno chiesto aiuto perché stanchi, privi di taxi e con abbigliamento inadeguato per dormire all'aperto.

In questo caso, i Vigili del Fuoco volontari della zona li hanno accompagnati a valle, risolvendo la situazione senza l'intervento del Soccorso Alpino.

L'appello del Soccorso Alpino: uso corretto del 112 e prevenzione

Il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino ha ribadito l'importanza di un uso consapevole e responsabile del numero unico di emergenza 112. Il servizio deve essere contattato esclusivamente in presenza di una reale necessità di soccorso, ovvero quando sussistono condizioni di pericolo oggettive o situazioni che rendono impossibile rientrare autonomamente in sicurezza.

Per prevenire rischi e sovraccarichi, il Soccorso Alpino raccomanda di "pianificare con attenzione l’itinerario, consultare le previsioni meteorologiche, verificare di avere con sé abbigliamento e attrezzatura adeguati, acqua e viveri sufficienti, oltre a valutare con realismo la propria preparazione fisica e i tempi necessari per completare il percorso".

Una corretta preparazione è fondamentale per la propria incolumità.

Intervento cruciale: il recupero su Cima Sat

Il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino interviene in situazioni di emergenza in montagna e in ambiente impervio, collaborando con la Centrale Unica di Emergenza e altri enti. Un esempio di intervento cruciale si è verificato il 27 maggio 2026, quando due escursionisti polacchi sono stati recuperati di notte su Cima Sat, a 1.245 metri, nei pressi di Riva del Garda.

La segnalazione era giunta intorno alle 21:00 al 112, direttamente dai due escursionisti bloccati. Avevano perso la possibilità di scendere lungo la ferrata dell'Amicizia a causa del buio e della mancanza di illuminazione frontale.

La Centrale Unica di Emergenza ha prontamente allertato l'elicottero e la stazione di Riva del Garda del Soccorso Alpino, con i Vigili del Fuoco che hanno predisposto la piazzola di atterraggio al campo sportivo.

L'elicottero ha individuato i due escursionisti grazie a visori notturni, calando sul posto un Tecnico di Elisoccorso. Illesi, sono stati recuperati tramite verricello e trasportati in sicurezza in elicottero al campo sportivo, senza necessità di ricovero. Questo episodio evidenzia l'importanza di essere equipaggiati e preparati, e di ricorrere al 112 solo in situazioni di effettiva e grave necessità.