La Polizia della Spezia ha arrestato un giovane in flagranza di reato per truffa aggravata, commessa in concorso con ignoti, ai danni di una persona in condizioni di minorata difesa. L'intervento della Squadra Mobile è scattato dopo che il ragazzo si era impossessato di gioielli e preziosi per un valore superiore a 20 mila euro. L'episodio si è verificato ieri, a seguito di una richiesta di aiuto da parte di un anziano di 90 anni.

La truffa del "finto carabiniere"

L'anziano era stato contattato telefonicamente da un individuo che si spacciava per un appartenente all'Arma dei Carabinieri, invitandolo a uscire di casa e a recarsi nei pressi di una caserma per presunti accertamenti.

Non vedendo arrivare alcuna pattuglia, l'uomo ha allertato il 112. L'operatore della centrale operativa ha subito intuito la possibilità di una truffa in atto, sospettando che l'obiettivo fosse allontanare l'anziano per lasciare sola la moglie. I tentativi della polizia di contattare la donna sono stati vani, poiché la linea telefonica risultava costantemente occupata, una tattica tipica dei truffatori per impedire alle vittime di chiedere aiuto.

A poca distanza dall'abitazione, gli investigatori hanno individuato e fermato un giovane, trovato in possesso di numerosi gioielli. Questi sono risultati essere la refurtiva appena sottratta alla vittima con lo stratagemma del “finto carabiniere”. L'intera refurtiva è stata prontamente restituita alla donna, scongiurando un grave danno economico e, soprattutto, affettivo.

Il giovane, proveniente da fuori regione, è stato quindi arrestato per truffa aggravata in concorso con ignoti ai danni di persona in condizioni di minorata difesa.

Contesto nazionale e ulteriori indagini

L'arresto avvenuto alla Spezia si inserisce in una più vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dal Servizio Centrale Operativo (Sco), volta a contrastare il fenomeno delle truffe agli anziani su scala nazionale. Questa maxi operazione ha condotto complessivamente a 70 arresti e 264 denunce per reati predatori. Nel caso specifico spezzino, la Questura ha proceduto all'arresto del giovane immediatamente dopo il fatto, fermandolo all'uscita del portone dell'abitazione della vittima.

Durante l'interrogatorio di garanzia, il giovane ha ammesso di aver agito per conto di una banda organizzata in cambio di denaro.

Il Giudice per le Indagini Preliminari, Monica Burani, ha disposto per lui gli arresti domiciliari in Campania, con l'obbligo di braccialetto elettronico. Nell'ambito della medesima operazione, la Squadra Mobile spezzina ha segnalato all'autorità giudiziaria altre cinque persone per truffa con la modalità del “finto carabiniere”, oltre a ulteriori segnalazioni per furto, ricettazione e rapina. Sono stati inoltre sequestrati diversi oggetti, tra cui arnesi da scasso, gioielli, capi di abbigliamento firmati e, a scopo preventivo, armi da fuoco, coltelli, machete e sfollagente telescopici.