La Valle d'Aosta si distingue nel panorama educativo nazionale: le sue scuole medie si posizionano tra le migliori d'Italia per competenze digitali e risultati complessivi. Questo emerge dal Rapporto nazionale Invalsi 2026, che evidenzia come gli studenti valdostani raggiungano standard digitali allineati ai migliori del Nord Italia. Nonostante questi successi, la regione affronta una sfida significativa: un tasso di abbandono scolastico del 10,4%, superiore alla media nazionale dell'8,2%.

Il Fenomeno della Dispersione Scolastica

Il Rapporto Invalsi 2026 mette in luce come la Valle d'Aosta, pur eccellendo nelle prove, registri uno dei tassi di dispersione scolastica più elevati del Paese.

La regione si colloca tra le prime tre per incidenza di abbandono, affiancando Sicilia (13,7%) e Sardegna (13,6%). Un segnale positivo è il miglioramento del dato valdostano, con una diminuzione di due punti percentuali rispetto al 2024, quando il tasso era del 12,4%.

Un altro aspetto analizzato è la dispersione implicita, che riguarda gli studenti che, pur completando il percorso, non acquisiscono le competenze essenziali. A livello nazionale, il rapporto Invalsi indica una riduzione di questo fenomeno, passando dall'8,7% nel 2025 al 6,3% nel 2026. La Valle d'Aosta si posiziona favorevolmente, con una dispersione implicita al 2,5%, il quarto valore più basso a livello nazionale.

Eccellenze e Strategie Regionali

Il Rapporto Invalsi 2026 evidenzia anche una notevole crescita nella quota di studenti che raggiungono livelli di eccellenza. A fronte di una media nazionale del 13,1%, la Valle d'Aosta registra un impressionante 17,6%, un dato che si allinea perfettamente con il quadro generale delle regioni del Nord Italia. Le quinte superiori valdostane, in particolare, dimostrano risultati superiori alla media italiana nelle prove Invalsi di italiano, matematica e inglese.

Per contrastare la dispersione e sostenere il successo formativo, l'assessorato regionale all'istruzione, con la sovrintendente agli Studi Marina Fey, sottolinea l'efficacia delle politiche regionali. In Valle d'Aosta, il fenomeno dei NEET (giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano) è meno diffuso, grazie all'ampia offerta di percorsi di formazione lavorativa per chi abbandona precocemente la scuola. Viene ribadita l'importanza di motivare attivamente studenti e famiglie al conseguimento di un titolo di studio, pilastro fondamentale per il loro futuro.