La casa circondariale di Brissogne, in Valle d'Aosta, si trova in una condizione di grave criticità, con problemi di carattere manutentivo che richiedono interventi di ristrutturazione significativi. Questo quadro allarmante è emerso a seguito di una visita condotta dall'associazione Antigone nell'istituto.

La situazione dei detenuti e le carenze strutturali

L'istituto ospita complessivamente 148 detenuti: 135 sono inseriti nel circuito di media sicurezza, 13 nella sezione dedicata ai collaboratori di giustizia e 5 nella sezione transito, di cui 3 sottoposti a isolamento disciplinare e 2 al regime 14-bis.

Tra questi, 16 sono giovani adulti. Le docce, sebbene interessate da lavori di rifacimento, versano ancora in condizioni problematiche. I miscelatori erogano esclusivamente acqua molto calda, costringendo a lasciarla scorrere continuamente per raggiungere una temperatura tollerabile, anche quando non in uso, per evitare ustioni. Una grave criticità riguarda inoltre la qualità dell'acqua potabile: numerose persone detenute hanno segnalato difficoltà legate alla qualità dell'acqua, essendo costrette a consumare quella del rubinetto, lamentando in alcuni casi l'insorgenza di disturbi intestinali, non potendo permettersi l'acquisto di acqua in bottiglia.

Attività trattamentali e condizioni igienico-sanitarie

Le opportunità trattamentali e lavorative all'interno del carcere di Brissogne appaiono estremamente limitate. Sono attivi un panificio-biscottificio e un servizio lavanderia, che impiegano rispettivamente una e due persone detenute, oltre alle lavorazioni domestiche. Le opportunità occupazionali offerte sono, di conseguenza, estremamente ridotte e insufficienti rispetto all'ampia popolazione carceraria presente. La sezione transito, in particolare, versa in condizioni di estrema precarietà: circa la metà dei suoi spazi risulta inagibile e le condizioni igienico-sanitarie appaiono gravemente compromesse, nonostante al momento della visita ospitasse comunque cinque persone detenute.

È stata inoltre rilevata la presenza di topi all'interno dell'istituto e nelle aree destinate ai passeggi.

Tensioni e aggressioni nel contesto operativo

Il contesto operativo della casa circondariale di Brissogne è stato recentemente segnato da episodi di violenza. Il 21 luglio 2026, cinque agenti di polizia penitenziaria sono stati aggrediti da un detenuto. L'uomo ha colpito con pugni al volto due agenti, per poi scagliarsi contro altri tre con pugni e calci. Le vittime sono state trasportate al pronto soccorso dell'ospedale Parini di Aosta. Successivamente, il detenuto si è autolesionato utilizzando un oggetto e un manufatto artigianale appuntito, procurandosi profonde lesioni, ed è stato immobilizzato e trasferito nel reparto di psichiatria di Aosta. L'episodio si inserisce in una situazione di tensione crescente, caratterizzata da una carenza di personale, l'assenza di una direzione stabile e condizioni operative difficili.