Assisi ha accolto il 21 agosto 2026 una delegazione di pellegrini cattolici libanesi di lingua araba, giunti nella città serafica per un significativo viaggio in Italia. L'iniziativa è interamente dedicata alla preghiera per la pace in Libano e nell'intero Medio Oriente, un messaggio di speranza e solidarietà. Il sindaco Valter Stoppini ha ricevuto il gruppo nel palazzo municipale, in un incontro che ha visto la partecipazione anche della presidente del Consiglio comunale Annalisa Rossi e dei consiglieri comunali Andrea Bertolini, Cristina Susta e Adil Zaoin.

La delegazione era composta da uomini e donne appartenenti al mondo dei terziari francescani libanesi, accompagnati da Matteo Fortunati, membro del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. Durante l'incontro istituzionale, i pellegrini hanno lanciato un sentito appello per la pace e recitato una preghiera in lingua araba, sottolineando la profonda spiritualità del loro percorso. Questa visita ad Assisi, della durata di quattro giorni, rappresenta una tappa cruciale di un più ampio cammino devozionale in Italia, che proseguirà verso altre località di rilievo religioso, con destinazione immediata Cascia.

Assisi, un appello universale per la pace in Medio Oriente

Nel corso dell’incontro, il sindaco Stoppini ha ribadito con forza il ruolo di Assisi quale "città simbolo universale di dialogo e pace". Ha sottolineato come la città porti "nel cuore la sofferenza dei popoli feriti dalla guerra", esprimendo la profonda vicinanza della comunità assisana al Libano. "Di fronte alla crisi e al dolore che attraversano il Libano, il pensiero e la preghiera di tutta la nostra comunità si rivolgono con forza a questo Paese", ha affermato Stoppini. Il sindaco ha ricordato che il Libano ha rappresentato per decenni un modello di dialogo interreligioso e cooperazione tra culture diverse, aggiungendo: "Vedere questa terra martoriata dal conflitto spezza il cuore, ma rinnova al tempo stesso il nostro dovere morale di far sentire alta la voce della pace per l’intero Medio Oriente".

Stoppini ha quindi chiesto con fermezza l’immediato silenzio delle armi, la tutela dei civili e il ripristino della sovranità e della stabilità istituzionale del Paese. Ha enfatizzato che "la pace richiede il coraggio della diplomazia e la responsabilità della comunità internazionale", un monito rivolto a tutti gli attori globali. Concludendo il suo intervento, il sindaco ha rinnovato la vicinanza di Assisi al popolo libanese, alle famiglie e a quanti "continuano a credere in un futuro di riconciliazione: non siete soli, la speranza della pace non si spegne", un messaggio di speranza e solidarietà.

Il significato spirituale del pellegrinaggio libanese

La scelta di Assisi come tappa di questo pellegrinaggio spirituale e devozionale da parte dei terziari francescani libanesi assume un profondo significato simbolico.

La visita si inserisce nel contesto delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, figura emblematica del messaggio di pace, incontro e rispetto tra i popoli. Il percorso dei pellegrini, dopo la sosta nella città umbra, proseguirà verso altre importanti località religiose italiane, tra cui Cascia, rafforzando il loro impegno nella preghiera per la pace e la riconciliazione in Libano e nell'intera regione mediorientale, portando avanti un messaggio di fratellanza universale.