L'avvocato Roberto De Vita, legale di Sigfrido Ranucci, ha espresso sgomento per la confessione di Valter Lavitola, definendola "delirante follia" se il movente fosse quello. De Vita ha ribadito che Ranucci beneficia di una scorta ininterrotta dal 2021, riconfermata per minacce gravi. Il commento si inserisce nell'inchiesta sull'attentato dinamitardo del 16 ottobre 2025 a Roma, che ha distrutto le auto di Ranucci e figlia. La Procura di Roma indaga Valter Lavitola (ex direttore dell'Avanti) per strage e associazione mafiosa. Durante l'interrogatorio dell'8 luglio 2026, Lavitola si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha negato il coinvolgimento, dichiarandosi sconcertato dall'accusa di mandante per il rapporto di fraternità con Ranucci.
Le reazioni e il quadro investigativo
De Vita ha evidenziato la popolarità di Ranucci, conduttore di Report, in Italia e all'estero. Ha giudicato il movente dichiarato "inutile e rassicurante", lontano da "ipotesi più gravi"; la confessione è da valutarne la credibilità. Arrestati quattro presunti membri del commando: Pellegrino D’Avino e Marika De Filippi (ai domiciliari), Saverio Mutone e Antonio Passariello, ritenuto un capo. Il GIP non ha riconosciuto l'aggravante mafiosa, qualificando l'attentato come intimidazione.
L'avvocato Sergio Cola, legale di Lavitola, ha riferito che il suo assistito è sconvolto dalle accuse (per l'amicizia con Ranucci) e, se coinvolto, sarebbe "vittima due volte".
L'avvocato De Vita ha ribadito che Ranucci è stato vittima di un grave attentato e che un eventuale coinvolgimento di Lavitola lo renderebbe "una seconda volta vittima". De Vita ha censurato ricostruzioni e dichiarazioni che delegittimano Ranucci e Report. La scorta di Ranucci, assegnata dal 2021 e riconfermata per gravi minacce, è prova della situazione di rischio.