Un grave crollo si è verificato martedì scorso nella miniera d'oro di Zamboyé, nella Repubblica Centrafricana occidentale. La tragedia ha causato la morte di almeno 107 persone, ma il bilancio potrebbe aggravarsi. L'evento ha scatenato profondo dolore e indignazione, in particolare per suor Elvira Tutolo, missionaria molisana della Congregazione di Santa Giovanna Antida Thouret, da oltre trent'anni in Centrafrica.

La denuncia della missionaria: un grido di dolore e rabbia

Suor Elvira Tutolo, impegnata a Bangui per un centro di formazione, ha espresso con forza il suo profondo dolore e la sua rabbia.

"Dolore e rabbia. Tanta. Non si può accettare di continuare a perdere vite, soprattutto ragazzi, giovani e forse anche bambini, in questo modo. Non esiste studio del terreno, non esistono controlli di nessun tipo", ha dichiarato. Ha ricordato episodi analoghi, come la morte di tre giovani di Berberati in un crollo durante la ricerca dell'oro. "Il dramma di oggi, per il numero delle vittime, è davvero enorme", ha ribadito.

La religiosa ha denunciato la mancanza di controlli efficaci e la presenza di operatori stranieri con macchinari pesanti. "Oggi ci sono i cinesi e altri che, come loro, usano ruspe e macchinari, spostano enormi masse di terra e roccia e deviano il corso dei fiumi", ha spiegato.

Ha anche riferito di essersi persa in un villaggio vicino a Bozoum, dove il tracciato stradale era stato modificato dai lavori minerari.

Sfruttamento e pericoli nelle miniere centrafricane

La Repubblica Centrafricana è ricca di giacimenti d'oro e diamanti, ma la loro estrazione avviene spesso in condizioni precarie e senza adeguate misure di sicurezza. Questo porta a frequenti incidenti e crolli, con conseguenze drammatiche per la popolazione locale, specie per i bambini e i giovani impiegati. Suor Elvira Tutolo è da anni in prima linea nel contrasto allo sfruttamento minorile, recuperando minori sottratti alle bande armate, alla strada e al carcere.

Le attività minerarie si svolgono in condizioni di estrema precarietà e coinvolgono numerosi minori. È essenziale rafforzare i controlli e tutelare i lavoratori, specialmente i più giovani, per prevenire nuove tragedie e porre fine a questo ciclo di dolore.