La sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, è intervenuta con una nota il 6 agosto 2026 per affrontare il tema della salute mentale, accogliendo l'improvvisa attenzione di alcuni esponenti del centrodestra sull'argomento. Ferdinandi ha sottolineato come, per anni, durante la gestione di Regione e Comune da parte della stessa coalizione, la salute mentale non sia mai stata una priorità politica. «Colpisce che questa sensibilità emerga soltanto adesso. Per anni, mentre governavano Regione e Comune, la salute mentale non è mai stata una priorità politica», ha dichiarato la sindaca, ribadendo la necessità di rafforzare la rete dei servizi territoriali e il valore storico della città nella psichiatria italiana.
La sindaca ha ricordato il progressivo disinvestimento sui servizi territoriali, che «viene da lontano» e ha indebolito il settore. Ha evidenziato come, nel precedente Piano sanitario regionale, la salute mentale non comparisse nemmeno. Ferdinandi ha espresso soddisfazione per l'attuale attenzione, riconoscendola come il frutto di una battaglia che porta avanti da anni, prima come professionista e ora come Sindaca. Il suo obiettivo primario è rafforzare la rete dei servizi di salute mentale di Perugia, garantendo che «nessun Centro di salute mentale venga chiuso» e che la rete territoriale sia potenziata nelle professionalità, nell'organizzazione e nella capacità di rispondere ai bisogni delle persone.
Rafforzamento della rete e ruolo dei servizi sul territorio
Vittoria Ferdinandi ha evidenziato che il lavoro di una sindaca si misura nella capacità di costruire soluzioni concrete, spesso lontano dai riflettori, attraverso un confronto serio con tutte le istituzioni e gli operatori. Ha precisato che la vera sfida è costruire una rete integrata in cui i Centri di salute mentale (CSM) rappresentano un presidio fondamentale, in connessione con le Case della comunità, le cure primarie, i servizi sociali, i consultori, le scuole, l'università, il Terzo settore e le associazioni. «È questa rete che rende la cura realmente accessibile, intercetta precocemente il disagio e accompagna le persone lungo tutto il loro progetto di vita», ha aggiunto Ferdinandi.
La sindaca ha sottolineato il valore intrinseco della rete dei servizi pubblici di salute mentale, non solo come strumento di cura essenziale, ma anche come «parte della storia e dell'identità di questa città». Ha ricordato che Perugia è stata protagonista della rivoluzione democratica nella psichiatria italiana, ponendo al centro la dignità della persona, i diritti e l'inclusione nella comunità. Ferdinandi ha infine ribadito il suo impegno a seguire con attenzione il percorso del Piano regionale, lavorando in sinergia con la Regione, la Usl, il Terzo settore, le famiglie e i professionisti per concretizzare il rafforzamento della rete dei servizi.
Il Piano regionale della salute mentale in Umbria
Il Piano regionale della salute mentale dell'Umbria, presentato recentemente, coinvolge oltre 15.000 persone seguite dai servizi territoriali. Il documento prevede una particolare attenzione verso i giovani, le dipendenze e i disturbi alimentari. La rete dei servizi territoriali opera attraverso i Centri di salute mentale, le strutture residenziali e semiresidenziali, oltre a collaborare attivamente con le famiglie e le associazioni del territorio. Il Piano punta a rafforzare l'integrazione tra i diversi servizi e a garantire la presa in carico precoce e continuativa delle persone con disagio psichico.
La strategia regionale mira a promuovere la salute mentale attraverso interventi di prevenzione, diagnosi precoce e supporto personalizzato, con l'obiettivo di favorire l'inclusione sociale e migliorare la qualità della vita degli utenti.
L'attenzione alla formazione degli operatori e alla collaborazione con le realtà locali rappresenta un elemento centrale del Piano, in linea con quanto sostenuto dalla sindaca Ferdinandi nel suo intervento, che ha concluso affermando: «Difendere e rafforzare la salute mentale territoriale significa difendere il diritto delle persone a essere curate vicino ai propri luoghi di vita, ma significa anche custodire una delle esperienze più avanzate di civiltà che Perugia ha saputo esprimere».