Firenze ha celebrato l'11 agosto 2026 la Liberazione dal nazifascismo, avvenuta l'11 agosto 1944, con un evento storico: per la prima volta, il tradizionale corteo ha reso omaggio in modo specifico alle partigiane della città. La commemorazione ha visto una significativa sosta davanti alla lapide situata al Palagio di Parte Guelfa, un gesto simbolico che ha riunito la sindaca Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Questa iniziativa ha voluto anche sottolineare l'ottantesimo anniversario del diritto di voto alle donne, un traguardo fondamentale nella storia italiana.

Le celebrazioni hanno preso il via alle prime luci dell'alba, precisamente alle 7 del mattino, con il solenne suono della Martinella. Questa antica campana, posta sulla maestosa Torre di Arnolfo, risuonò già nel 1944 per dare l'ordine di insurrezione contro l'occupazione nazifascista. Il corteo, seguendo questo richiamo evocativo, ha poi proseguito il suo percorso, dedicando un momento speciale al ricordo delle donne che con coraggio e determinazione parteciparono attivamente alla Resistenza fiorentina e alla successiva Liberazione della città. La sindaca Funaro ha rimarcato l'importanza di questo simbolo: "In un giorno come questo la Martinella deve suonare non solo per ricordare il passato, ma anche come un monito per il presente e per il futuro".

Un tributo doveroso alle donne della Resistenza

L'edizione di quest'anno delle celebrazioni ha posto un'enfasi particolare sul contributo inestimabile delle donne e delle staffette partigiane. "Abbiamo preso la decisione di far deviare il corteo e farlo passare proprio davanti alla lapide. È stato un momento di grande importanza, che arricchisce queste celebrazioni", ha spiegato la sindaca Funaro. Ha poi aggiunto con forza: "Nel passato, troppo poco sono state ricordate le donne e le staffette partigiane che sono state fondamentali, proprio come le nostre madri e le nostre nonne". La sindaca ha ribadito il dovere civico e morale di preservare questa memoria: "Noi abbiamo il dovere di ricordare la loro storia per la loro memoria, ma soprattutto per le nuove generazioni, perché possano averle come esempio e faro per realizzare i propri sogni e aspirazioni".

Il presidente Eugenio Giani ha sottolineato l'indelebile significato dell'11 agosto: "È una data scolpita nella storia non solo di Firenze, ma dell'intera Toscana. La città ritrovò la sua libertà grazie all'eroismo dei partigiani, al supporto delle forze alleate e alla straordinaria resilienza di una popolazione che seppe resistere, aiutare, combattere e non arrendersi mai". Giani ha inoltre evidenziato la portata storica di quell'evento, affermando che "la Liberazione di Firenze non rappresentò soltanto la fine di un'occupazione oppressiva, ma fu l'inizio di una nuova stagione fondata sulla democrazia e sulla libertà per tutti".

Il Palagio di Parte Guelfa: custode della memoria

La lapide commemorativa posta presso il Palagio di Parte Guelfa si erge come uno dei luoghi più emblematici e carichi di significato per la memoria della Resistenza fiorentina.

Questo sito storico è strettamente collegato al progetto "Memorie di Resistenza fiorentina", promosso attivamente dal Comune di Firenze. Tale iniziativa si dedica alla raccolta di informazioni e preziose testimonianze sulla Resistenza nel capoluogo toscano, offrendo al pubblico percorsi tematici e racconti avvincenti legati ai numerosi luoghi della memoria disseminati in città. L'obiettivo primario del progetto è valorizzare e mantenere vivo il ricordo delle persone e degli eventi cruciali che hanno plasmato la storia della Liberazione, con una particolare e doverosa attenzione alle figure femminili e alle eroiche staffette partigiane, il cui contributo è stato troppo spesso sottovalutato.

Le celebrazioni dell'11 agosto 2026 hanno dunque rappresentato un momento di profonda riflessione e di rinnovato riconoscimento per il contributo fondamentale delle donne nella storia di Firenze.

Questo evento si inserisce armoniosamente nel più ampio e continuo percorso di valorizzazione della memoria storica, promosso con impegno e dedizione dalle istituzioni locali, assicurando che il sacrificio e il coraggio di chi lottò per la libertà non vengano mai dimenticati.