La Guardia di Finanza di Grosseto ha eseguito un decreto di sequestro preventivo del valore di 324.000 euro, a carico dell'US Grosseto calcio, società neopromossa in Lega Pro (Serie C). Il provvedimento, che riguarda somme di denaro, beni mobili e immobili, coinvolge anche il rappresentante legale del club, indagato per omesso versamento dell'IVA relativa all'annualità 2023. L'azione delle fiamme gialle è scaturita da un'attività ispettiva condotta dall'Agenzia delle Entrate, che ha poi portato a un'indagine approfondita da parte del Nucleo di polizia economico finanziaria.
Le verifiche condotte hanno accertato che la società calcistica non avrebbe versato l'Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) dovuta, in base alle dichiarazioni fiscali presentate per il 2023. Sulla base di queste risultanze investigative, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) Marco Mezzaluna ha emesso il decreto di sequestro, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero Carmine Nuzzo. La misura ablatoria reale è stata disposta anche in forma per equivalente, per l'intero ammontare dell'imposta evasa, corrispondente al profitto del reato tributario. Il sequestro preventivo si configura come uno strumento cruciale nel contrasto all'evasione fiscale, permettendo il recupero delle somme illecitamente sottratte al fisco, sia su beni direttamente riconducibili ai soggetti indagati sia, in caso di indisponibilità, su altri beni per un valore equivalente.
Controlli e contrasto all'evasione nel Grossetano
L'operazione condotta nei confronti dell'US Grosseto calcio si inserisce in un'ampia strategia di controlli fiscali e attività di polizia economico-finanziaria che la Guardia di Finanza svolge regolarmente nel territorio di Grosseto. L'impegno delle autorità nel contrasto all'illegalità economico-finanziaria è costante, come dimostrato anche da recenti interventi. In un caso analogo, è stato disposto un maxi sequestro preventivo nei confronti di un imprenditore del settore del commercio all'ingrosso di rottami metallici. Nonostante un volume d'affari di circa 3,5 milioni di euro, l'imprenditore non aveva dichiarato nulla al fisco per due annualità.
Le indagini hanno permesso di ricostruire l'esatto ammontare dell'imposta evasa, culminando nel sequestro di beni e disponibilità finanziarie per circa 550.000 euro, inclusa la confisca di un immobile aziendale. Questi interventi rafforzano l'attenzione delle autorità verso il rispetto della normativa fiscale e la tutela delle entrate erariali, promuovendo la lealtà e la trasparenza nel sistema economico locale.