Un grave episodio ha scosso il patrimonio culturale di Messina: il 16 agosto 2026, tre delle cinque tavolette che compongono il Polittico di San Gregorio, noto anche come Polittico del Rosario, opera insigne di Antonello da Messina, sono state trafugate da un museo della città. L'opera, di straordinario valore storico e artistico, fu commissionata all'artista da Fabria Cirino, badessa del monastero di Santa Maria extra moenia.
Il Polittico era originariamente composto da sei tavole. Al centro spiccava la Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, identificabile dal simbolo iconografico del Rosario.
Ai lati erano raffigurati i Santi Gregorio e Benedetto, mentre nel registro superiore trovavano posto l'Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata. La tavola centrale della cimasa, che si presume raffigurasse il Cristo morto sorretto dagli Angeli, era già andata perduta in epoca precedente. Tra le opere sottratte dai ladri figura anche una tavoletta bifronte, che presenta sul fronte la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione, e sul retro il Cristo in Pietà.
Storia e valore delle opere trafugate
L'attribuzione di questa preziosa opera ad Antonello da Messina è stata confermata nel 2003. Nello stesso anno, il Polittico fu acquisito dalla Regione Sicilia tramite la casa d'aste Christie's, dopo essere stato parte della collezione di Wilhelm Soldan fin dal 1930.
Le dimensioni contenute delle tavolette suggeriscono una loro destinazione originaria al culto privato, dove venivano impiegate per la preghiera personale. Gli studiosi, attraverso meticolosi confronti stilistici con la produzione pittorica certa dell'artista, hanno concordemente datato il polittico tra il 1465 e il 1474, periodo di grande fervore creativo per il maestro siciliano.
Messina e il progetto della Casa Museo Antonello
Parallelamente al drammatico evento del furto, Messina prosegue con determinazione i suoi progetti di valorizzazione della figura di Antonello da Messina. Tra le iniziative più significative spicca la realizzazione della Casa Museo Antonello, un obiettivo che Palazzo Zanca intende concretizzare nei prossimi mesi.
Questo ambizioso progetto si inserisce nel più ampio programma di rigenerazione urbana, finanziato dal Pn Metro Plus e Città Medie Sud 2021‑2027.
L'intervento prevede la trasformazione dell'ex palazzo Ismig in un innovativo spazio culturale interamente dedicato all'artista. Il finanziamento complessivo supera i 2 milioni e 800mila euro, con risorse provenienti da fondi europei e un contributo aggiuntivo di So.Ge.Pa.T. srl. L'obiettivo è creare un museo immersivo e interattivo, capace di narrare l'opera e la figura di Antonello da Messina attraverso l'impiego di tecnologie digitali avanzate, offrendo al grande pubblico un'esperienza culturale moderna e coinvolgente.
La futura Casa Museo sorgerà all'incrocio tra le vie Monsignor Francesco Bruno e Santo Stefano, in un'area che beneficerà di una significativa riqualificazione, in particolare il quartiere dei Sicofanti, storicamente legato alla presenza e all'attività dell'artista.
Il progetto, la cui idea risale al 2021, è parte integrante delle iniziative connesse al brand “Messina città di Antonello”, marchio già depositato dal Comune per promuovere l'identità artistica e storica del territorio. Fondamentale è anche il coinvolgimento del tessuto associativo: il progetto è stato condiviso con l'associazione “Antonello da Messina”, con la quale il Comune ha sottoscritto un protocollo d'intesa. L'immobile ex Ismig, acquisito dal Comune nel 2011, era inizialmente destinato a ospitare la sede della Quarta Circoscrizione, ma le successive Amministrazioni hanno optato per un cambio di destinazione d'uso, riconoscendo il potenziale di un polo culturale di tale portata.