È iniziato nel carcere di Rebibbia l’interrogatorio di garanzia di Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. L’interrogatorio si svolge alla presenza del giudice per le indagini preliminari e degli avvocati delle parti coinvolte. Lavitola, ex parlamentare socialista e già noto per precedenti vicende giudiziarie, è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato avvenuto il 16 ottobre davanti all’abitazione di Ranucci a Campo Ascolano, un episodio che ha provocato la distruzione di due automobili della famiglia del giornalista.
L’avvocato di Lavitola, Sergio Cola, ha dichiarato all’ingresso in carcere che il suo assistito non ha ancora deciso se avvalersi della facoltà di non rispondere al giudice o se rendere dichiarazioni spontanee. Cola ha aggiunto: "Le valutazioni me le tengo per me. Successivamente dirò quali sono state le mie valutazioni e quale è stata poi la scelta del mio assistito". In un precedente interrogatorio in procura, Lavitola aveva optato per dichiarazioni spontanee prima di avvalersi della facoltà di non rispondere, negando fermamente ogni coinvolgimento nell’attentato. "Non ho nulla a che fare con l’attentato a Ranucci. Non so chi possa essere stato, né perché", aveva affermato.
L'inchiesta: ruoli e accuse
La procura ritiene Lavitola il mandante dell’attentato, sostenendo che avrebbe incaricato Gomes Celesio Tavares di reclutare un gruppo di pregiudicati irpini per piazzare una bomba sotto l’abitazione di Ranucci. Gli inquirenti hanno identificato Tavares come la figura di collegamento tra Lavitola e gli esecutori materiali. Tra le persone coinvolte nell’indagine figurano Pellegrino D’Avino, Saverio Mutone e Antonio Passariello, che sono stati arrestati. Marika De Filippis si trova agli arresti domiciliari, mentre Luca Amato risulta indagato. Tavares, secondo la versione della difesa di Lavitola, si troverebbe attualmente in Camerun per motivi lavorativi, legati a un progetto sui carbon credits.
Le prove raccolte dagli investigatori includono conversazioni intercettate, dati delle celle telefoniche e l’uso di un’automobile intestata alla moglie di Tavares. Nonostante ciò, Lavitola ha ribadito la sua amicizia "fraterna" con Ranucci, escludendo qualsiasi movente personale. L’avvocato di Ranucci, Roberto De Vita, ha commentato che "le ricostruzioni sono assurde e rischiano di essere strumentali a una delegittimazione umana e professionale di Sigfrido Ranucci, di Report, presidio di libera informazione e democrazia".
Contesto: Rebibbia e le procedure legali
Il carcere di Rebibbia, a Roma, è uno dei principali istituti penitenziari italiani, spesso sede di procedimenti giudiziari di rilievo.
Gli interrogatori di garanzia, previsti dal codice di procedura penale, si tengono dopo l’emissione di un’ordinanza cautelare, offrendo all’indagato l’opportunità di esporre la propria versione dei fatti al giudice. L’interrogatorio di Lavitola si sta svolgendo con un importante dispositivo di sicurezza, che include personale di vigilanza interna, poliziotti in abiti civili, agenti in uniforme e graduati dell’Arma.
La vicenda continua a catalizzare l’attenzione pubblica. I prossimi sviluppi dipenderanno dalle decisioni dell’autorità giudiziaria e dalle eventuali dichiarazioni che Lavitola deciderà di rilasciare, non avendo ancora reso nota la sua scelta definitiva in merito all’interrogatorio in corso.