Il Museo nazionale dell'emigrazione italiana (Mei) di Genova ha avviato un'iniziativa per i cittadini over 65, offrendo da oggi al 15 settembre uno spazio climatizzato dove trovare ristoro gratuito. L'iniziativa si inserisce nel programma "Estate Sicura" del Comune di Genova, volto a rafforzare la rete di protezione per le persone più fragili con luoghi di accoglienza accessibili e sicuri.
Il Mei: accoglienza e memoria condivisa
Oltre al rifugio dal caldo, il Mei si propone come luogo di incontro e condivisione. I visitatori potranno raccontare un ricordo, un viaggio o una storia di emigrazione legata alla propria famiglia o esperienza.
Tali testimonianze confluiranno in "Se ghe pensu", un archivio di memorie contemporanee. Questo progetto culturale autunnale mira a dare voce alle esperienze di mobilità e migrazione genovese.
Paolo Masini, presidente della Fondazione, ha dichiarato: "Il Mei vuole essere uno spazio vivo, capace di accogliere, ascoltare e creare relazioni legando indissolubilmente passato e presente in un mondo in continua evoluzione. Chi entrerà troverà certamente un luogo fresco e accogliente, ma anche un museo che invita a fermarsi, raccontarsi e condividere una parte della propria storia che è di fatto la storia collettiva di questo Paese". Il museo si conferma così custode del passato e catalizzatore di nuove narrazioni.
"Estate Sicura": il piano comunale per i più fragili
Il programma "Estate Sicura" è parte del "Piano Estate 2026" del Comune di Genova, pensato per fronteggiare le ondate di calore e tutelare le fasce di popolazione più vulnerabili. Il piano include l'attivazione di punti di ristoro climatizzati in luoghi pubblici (musei, biblioteche, centri civici), oltre a servizi di assistenza domiciliare e supporto telefonico. L'obiettivo è garantire sicurezza, benessere e inclusione sociale durante l'estate, specialmente per anziani e persone fragili.
L'adesione del Mei a questa rete offre non solo protezione dal caldo, ma anche un'opportunità di partecipazione attiva e valorizzazione della memoria collettiva. Questa sinergia è in linea con la missione del museo e le strategie di welfare urbano del Comune, per una comunità più resiliente e attenta ai bisogni dei suoi membri.