Una notte di tensione si è vissuta a Padova, dove un gruppo di circa dieci giovani ha accerchiato e tentato di rapinare un coetaneo. L'episodio, avvenuto la notte del 1° agosto 2026, intorno alle 23, ha visto un ragazzo in sella alla sua bicicletta diventare bersaglio di un'aggressione nel parco antistante il centro commerciale di via Romana. Inizialmente, il gruppo si è avvicinato con un atteggiamento apparentemente scherzoso, ma la situazione è rapidamente degenerata. I giovani hanno infatti iniziato a importunare la vittima, chiedendo insistentemente della collana d’oro che indossava, fino a quando uno di loro ha tentato di strappargliela dal collo.
La vittima, colta di sorpresa e profondamente spaventata dalla superiorità numerica degli aggressori, è riuscita a divincolarsi e a fuggire rapidamente verso una zona più illuminata e sicura. Da lì, ha immediatamente allertato il 113, richiedendo l'intervento delle forze dell'ordine. La risposta della polizia è stata tempestiva: in pochi minuti, tre volanti sono giunte sul posto. Grazie alla dettagliata descrizione fornita dal ragazzo, gli agenti sono riusciti a individuare e fermare otto giovani nelle vicinanze. A seguito degli accertamenti, sei di questi, tutti minorenni di età compresa tra i quindici e i diciassette anni, insieme ad altri due ragazzi appena maggiorenni, sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di tentata rapina in concorso.
L'intervento della polizia e i precedenti dei giovani coinvolti
Le indagini condotte dalla polizia hanno evidenziato come la pressione psicologica esercitata dall'intero gruppo abbia creato una concreta e inequivocabile situazione di costrizione per la vittima, rendendo l'atto una vera e propria tentata rapina. Un aspetto preoccupante emerso durante gli accertamenti riguarda i precedenti di alcuni dei minori coinvolti. È stato infatti accertato che uno dei minorenni era già noto alle autorità giudiziarie minorili, mentre un altro aveva già a suo carico precedenti specifici per rapina e resistenza a pubblico ufficiale. Questi dettagli sottolineano la gravità del contesto e la necessità di interventi mirati.
Di fronte a questa situazione, il Questore di Padova, Marco Odorisio, ha prontamente disposto l'applicazione di specifiche misure di prevenzione nei confronti dei due minori con i trascorsi più significativi. Per entrambi è stato emesso un Dacur (Divieto di Accesso alle Aree Urbane), che impone il divieto di accesso e stazionamento nell’area del parco prospiciente il centro commerciale di via Romana e nelle zone limitrofe per un periodo di tre anni. Inoltre, per uno dei due giovani, è stato disposto anche un Avviso Orale, un ulteriore strumento di prevenzione che mira a richiamare il soggetto a un comportamento conforme alla legge, avvertendolo delle conseguenze di future condotte illecite.
Prevenzione e contrasto alla criminalità giovanile a Padova
L'applicazione del Dacur e dell'Avviso Orale rientra in una più ampia strategia di contrasto e prevenzione dei fenomeni di criminalità giovanile adottata dalle autorità italiane. Queste misure sono strumenti fondamentali per intervenire su comportamenti antisociali e reati commessi da minorenni, cercando di arginare la recidiva e tutelare la sicurezza urbana. L'episodio di via Romana non è un caso isolato a Padova, che ha visto in passato situazioni analoghe. Un esempio recente risale all'8 maggio 2026, quando la polizia era intervenuta per fermare due diciassettenni responsabili di una rapina ai danni di un quindicenne. Anche in quell'occasione, i giovani aggressori erano già stati destinatari di provvedimenti come l'Avviso Orale e il Daspo Willy, a riprova dell'attenzione e della fermezza con cui le autorità padovane stanno affrontando il problema della delinquenza giovanile in contesti urbani.
Questi interventi mirati confermano l'impegno costante delle forze dell'ordine nel garantire la sicurezza e la legalità, specialmente in aree frequentate da giovani e in situazioni di potenziale vulnerabilità.