Nel contesto delle criticità emerse nell’officina del sangue di Torrette, un totale di 600 sacche di plasma sono state trasferite all’Ast di Macerata durante i giorni più delicati per la gestione delle scorte. Tuttavia, sussiste il rischio che queste sacche possano rivelarsi inutilizzabili per la produzione di farmaci salvavita, replicando quanto già accaduto con le 323 sacche eliminate e le 932 prese in carico dall’Istituto Superiore di Sanità. Questa situazione aggrava ulteriormente la questione della perdita di un plasma considerato prezioso per il sistema sanitario.

Una multinazionale del farmaco ha formalmente contestato alla Regione Marche il trasferimento d’emergenza, evidenziando la mancanza di tracciabilità e di adeguate garanzie sulla corretta conservazione del plasma. Successivamente, le stesse 600 sacche inizialmente spostate a Macerata sarebbero state riportate a Torrette, in seguito all’acquisto di un nuovo congelatore. Anche su questo ulteriore passaggio, tuttavia, rimangono diversi punti da chiarire.

Dubbi sulla commissione d'indagine regionale

Sul fronte politico, il consigliere regionale Corrado Canafoglia ha preso le difese dell’assessore alla sanità Calcinaro, sostenendo che questi “non poteva sapere quanto stava accadendo” e criticando apertamente l’ingerenza politica nella scelta dei primari.

Dall’opposizione, il consigliere Michele Caporossi ha sollevato pesanti dubbi sulla commissione d’indagine istituita dalla Regione, la quale è chiamata a fornire l’esito degli accertamenti entro il 24 aprile. Caporossi, in collaborazione con il collega Massimo Seri, ha presentato un’interrogazione urgente incentrata sulla composizione della commissione di verifica regionale.

Secondo Caporossi e Seri, la commissione istituita non rispetterebbe i criteri stabiliti dal decreto del Ministero della Salute del 5 novembre 2021. Tale normativa prevede che i team ispettivi debbano avvalersi di professionisti inseriti nell’elenco nazionale dei valutatori, al fine di assicurare imparzialità, trasparenza e terzietà.

L’aggiornamento di tale elenco, pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità nel 2025, non includerebbe nessuno dei professionisti selezionati dalla Regione. Caporossi ha concluso affermando che “la commissione che sta operando – sebbene composta da validissimi professionisti – non rispetta i criteri. E il lavoro che si sta svolgendo rischia di essere inutile”.

Il ruolo dell'Istituto Superiore di Sanità

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) rappresenta l’ente pubblico di riferimento in Italia per la salute pubblica, la ricerca scientifica e il controllo di qualità dei prodotti destinati al settore sanitario. L’ISS svolge attività cruciali di valutazione, controllo e consulenza tecnico-scientifica, con particolare attenzione anche alla materia del sangue e del plasma, operando in stretta collaborazione con le autorità regionali e nazionali.

L’aggiornamento periodico dell’elenco nazionale dei valutatori, curato dall’ISS, è finalizzato a garantire la massima terzietà e trasparenza nelle ispezioni e nelle verifiche dei complessi processi sanitari.

La vicenda delle sacche di plasma trasferite e le contestazioni relative alla validità della commissione d’indagine regionale sottolineano l’importanza fondamentale delle procedure di tracciabilità e della rigorosa conformità ai criteri normativi per l’efficace gestione delle risorse sanitarie più critiche.