Il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, ha partecipato il 18 agosto 2026 a Pola, in Croazia, alle commemorazioni per gli 80 anni dalla strage di Vergarolla. L'evento, che ha segnato profondamente la storia italiana, è stato l'occasione per il primo cittadino isontino di ribadire l'importanza di costruire un rispetto reciproco e una profonda conoscenza storica. Ziberna ha sottolineato la necessità di «guardare alla storia dell’altro senza paura e chinarsi di fronte al dolore altrui senza strumentalizzarlo», definendo la sua presenza non solo un dovere istituzionale, ma un «atto di dovere verso la verità e verso la storia per decenni taciuta o ignorata dai libri di testo».
La strage di Vergarolla, avvenuta il 18 agosto 1946, fu un tragico attentato causato dall'esplosione di mine antinave sulla spiaggia. Questo devastante evento provocò la morte di oltre un centinaio di italiani, con 64 vittime riconosciute, molte delle quali bambini, e più di 200 feriti. La tragedia è considerata la più grave e sanguinosa della storia della Repubblica Italiana e rappresentò un doloroso punto di svolta che accelerò l’esodo del popolo istriano. Il sindaco Ziberna ha evidenziato il forte valore istituzionale, storico e personale della partecipazione di Gorizia, richiamando anche un legame familiare con Pola, città che suo padre lasciò a soli 17 anni.
Le cerimonie e il ricordo dell'eroismo
Le commemorazioni a Pola hanno incluso l'inaugurazione di una mostra dedicata all'evento e alla figura del chirurgo eroe Geppino Micheletti. Micheletti operò ininterrottamente per 24 ore nel vano tentativo di salvare quante più vite possibili, pur consapevole che tra i morti figuravano i suoi stessi due figli piccoli. Un esempio di eroismo e dedizione al quale Gorizia si sente vicina, anche nel ricordo simbolico del legame ideale con figure come il filosofo Carlo Michelstaedter, suo cugino, il cui cognome non subì l’italianizzazione. Le cerimonie sono state promosse dalla Comunità degli Italiani di Pola in collaborazione con il Libero Comune di Pola in Esilio e hanno previsto una Santa Messa di suffragio in lingua italiana, seguita dalla deposizione di corone di fiori ai piedi del cippo memoriale nel Parco Vittime di Vergarolla e nei cimiteri cittadini, inclusa la tomba della famiglia Saccon, che custodisce le spoglie di 26 vittime identificate.
Secondo le ricostruzioni storiche, il numero totale delle vittime della strage non è mai stato esattamente quantificato, oscillando tra 110 e 116, a causa delle terribili conseguenze dell'esplosione. Furono 65 le vittime identificate, di cui 23 di età inferiore ai 21 anni. L'esplosione si verificò alle 14.15 di quella calda domenica del 18 agosto 1946, quando la spiaggia e la pineta di Vergarolla erano gremite di partecipanti a gare sportive, spettatori e bagnanti. Le indagini e le testimonianze successive suggeriscono che si trattò di una strage intenzionale, volta a deprimere il morale dei polesi filo-italiani in un momento cruciale per le sorti della città alla Conferenza della pace di Parigi.
Il valore della memoria e del rispetto reciproco
Il sindaco Ziberna ha concluso il suo intervento evidenziando l'esperienza di Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, vissuta con Nova Gorica. Questo percorso ha insegnato «come non serva inseguire la retorica artificiale di una ‘memoria condivisa’, poiché i vissuti e i dolori di ciascuno sono unici e vanno rispettati». Ha ribadito con forza: «Dobbiamo costruire il rispetto reciproco e la conoscenza».