Una protesta ha scosso questa mattina la città di Pozzuoli, dove i residenti hanno bloccato per diverse ore lo scalo marittimo. La manifestazione, partita da Piazza della Repubblica, ha espresso il profondo disagio della popolazione a fronte di una grave crisi idrica e di una persistente emergenza abitativa.

La carenza di acqua corrente, che perdura da ben quattro giorni in numerosi quartieri, è la conseguenza diretta dei danni alla rete idrica provocati dal recente sciame sismico del 31 luglio. Questa situazione ha generato un'ondata di malcontento che ha spinto i cittadini a scendere in strada.

Tra le voci dei manifestanti, quella di Concetta Ioffredo, settantenne residente nella zona della Solfatara, offre uno spaccato eloquente della quotidianità. "Stanotte ho dormito con il rubinetto aperto", racconta, descrivendo il momento in cui l'acqua è tornata per sole due ore alle 3 del mattino, "per la prima volta dal giorno della scossa". Per far fronte alla prolungata interruzione, la donna ha adottato soluzioni ingegnose: "Ho messo una tanica da 3 litri sul balcone per far riscaldare l’acqua al sole e così mi sono fatta la doccia".

Il dramma degli sfollati e le case lesionate

Oltre alla crisi idrica, la protesta ha messo in luce la difficile condizione di chi vive l'emergenza abitativa.

Anna, un'altra residente, testimonia un disagio che si trascina da tempo. Le era stato concesso di rientrare a casa "neanche quindici giorni fa", ma la situazione è ora peggiore di prima. "Non ho mai ricevuto nessun contributo, mi dicevano che erano finiti i soldi", afferma con amarezza. La sua esperienza è un calvario durato quattordici mesi: "Sono stanca, mi sono già sentita una trottola per quattordici mesi. Prima tre mesi a Scauri, poi da mio figlio, poi da altri parenti".

Un'altra cittadina, la cui abitazione è completamente lesionata, attende ancora i controlli necessari. Nel frattempo, la paura è palpabile: "Ho staccato i letti dal muro perché, con l’ultima scossa, sono caduti i calcinacci sui cuscini.

Fa paura vivere tutto questo", confida, evidenziando la precarietà e l'ansia che accompagnano la vita quotidiana in molte case della zona.

Il contesto sismico e le verifiche sugli edifici

La complessa situazione è aggravata dal contesto sismico che interessa l'area dei Campi Flegrei. A seguito della scossa di magnitudo 4,4 registrata il 20 maggio, sono stati condotti quasi mille sopralluoghi su edifici privati nel Comune di Pozzuoli. Queste verifiche sono state eseguite da tecnici del Comune, dei Vigili del Fuoco, della Regione Campania e dell'associazione di volontariato Net Pro.

Le ispezioni hanno purtroppo rivelato la non agibilità di numerose abitazioni, portando all'allontanamento di centoventuno famiglie dalle proprie case. Il Comune sta attualmente perfezionando i provvedimenti di sgombero, cercando di gestire una situazione che richiede risposte urgenti e concrete per la popolazione colpita.