Una nuova scossa di terremoto è stata distintamente avvertita dalla popolazione di Pisa nel primo pomeriggio del 4 agosto 2026. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ha registrato l'evento con una magnitudo di 3.2 alle ore 13:04. L'epicentro è stato localizzato a soli 5 chilometri dalla città, a una profondità di 11 chilometri.

Questa scossa delle 13:04 si inserisce in una sequenza sismica che ha interessato l'area pisana per tutta la mattinata. Precedentemente, alle 12:47, si era verificato un altro evento sismico di magnitudo 2.3, anch'esso con epicentro a pochi chilometri da Pisa.

La prima scossa significativa della giornata era stata registrata dall'Ingv alle 10:15, con una magnitudo di 4.3.

Complessivamente, l'Ingv ha rilevato otto scosse nella stessa area dalla prima, più intensa, delle 10:15. Le altre scosse registrate hanno avuto un'intensità minore, con magnitudo compresa tra 0.9 e 1.7. L'ultimo evento segnalato, una scossa di magnitudo 1.2, è avvenuto alle 13:18, continuando a mantenere alta l'attenzione sulla situazione sismica locale.

La sequenza sismica e i dettagli degli eventi

L'evento principale della giornata, per intensità, è stato quello delle 10:15, con la sua magnitudo 4.3. A questo sono seguite numerose repliche di intensità inferiore, che hanno caratterizzato la mattinata e il primo pomeriggio.

La sequenza sismica ha interessato prevalentemente l'area immediatamente a ridosso della città di Pisa, con gli epicentro sempre localizzati a breve distanza dal centro abitato. La profondità degli eventi principali è rimasta costante, attestandosi intorno agli 11 chilometri.

Il monitoraggio sismico nell'area di Pisa

La città di Pisa si trova in una zona della Toscana nota per una moderata attività sismica. L'Ingv, quale istituto responsabile della sorveglianza sismica nazionale, monitora costantemente il territorio italiano. Attraverso una rete capillare di stazioni sismiche, l'Ingv raccoglie e analizza i dati relativi agli eventi tellurici, fornendo aggiornamenti in tempo reale su magnitudo, localizzazione e profondità degli eventi registrati, garantendo così un presidio costante sulla situazione sismica della regione.