A dieci anni dal terremoto del 24 agosto 2016 che ha devastato il Centro Italia, il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, ha presentato un bilancio dettagliato dei progressi compiuti. La ricostruzione privata ha visto la conclusione di quindicimila cantieri, mentre altri novemila sono tuttora in corso. A fronte di oltre trentaseimila richieste di contributo, sono stati già concessi 12,5 miliardi di euro, di cui il 69% erogato dopo il 2023.
Sul fronte della ricostruzione pubblica, Castelli ha evidenziato lo sblocco del 98% degli interventi, corrispondenti a circa 3.600 opere per un valore complessivo di 4,5 miliardi di euro.
Di queste, il 40% è già stato avviato o completato. Negli ultimi tre anni, 5.452 nuclei familiari sono potuti rientrare nelle proprie abitazioni. Tuttavia, 8.759 nuclei familiari rimangono ancora senza la loro dimora originaria: 2.200 persone vivono nelle Soluzioni Abitative d'Emergenza (Sae) e 5.700 beneficiano del contributo di autonoma sistemazione.
Priorità e nuove misure per le aree più colpite
Le attuali priorità si concentrano sui comuni più duramente colpiti dalla scossa iniziale del 24 agosto 2016: Amatrice e Accumoli in provincia di Rieti, e Arquata del Tronto in provincia di Ascoli Piceno. Per queste località, il decreto 144 del 7 agosto ha istituito il cosiddetto "primo cratere", introducendo due anni aggiuntivi di zona franca urbana e nuove disposizioni per la stabilizzazione del personale.
Castelli ha definito queste iniziative un "segnale di attenzione verso i comuni che hanno dato un contributo di sangue a questa sequenza sismica". Ha inoltre annunciato l'intenzione di proporre, in vista della prossima legge di bilancio, misure per altri centri con percentuali di distruzione particolarmente elevate.
Rilancio economico, sociale e la memoria del sisma
Un'importante quota delle risorse, il 4% di quelle destinate alla ricostruzione fisica (che sale al 5% per il "primo cratere"), sarà impiegata in programmi di rilancio economico e sociale. L'obiettivo è contrastare lo spopolamento e trasformare questi territori in luoghi dove sia possibile "vivere, intraprendere e agganciare l'innovazione".
Il commissario Castelli ha rievocato la notte del 24 agosto 2016, quando ricopriva la carica di sindaco di Ascoli Piceno, sottolineando l'impatto indelebile dell'evento. Tra i ricordi più toccanti, ha menzionato l'immagine di una madre con il figlio deceduto, paragonandola alla Pietà di Michelangelo, e ha ribadito il profondo senso della ricostruzione: "Riqualificare il patrimonio perché alla prossima scossa, che sull'Appennino prima o poi arriverà, non ci siano più vittime e i danni siano contenuti".
La ricostruzione privata e pubblica prosegue con l'obiettivo primario di garantire sicurezza e favorire il rilancio socio-economico delle aree colpite dal sisma del 2016.