La Guardia di Finanza di Treviso ha denunciato un uomo di cinquant'anni, accusato di aver continuato a riscuotere la pensione della madre deceduta per oltre dieci anni. Questa condotta illecita gli ha permesso di intascare indebitamente più di 230mila euro dalle casse dell’INPS.

Le indagini hanno rivelato che l'uomo manteneva attivo un conto corrente cointestato con la defunta genitrice, prelevando regolarmente le somme accreditate senza mai comunicare il decesso alle autorità competenti.

Le strategie per occultare l'illecito e le accuse

Una parte significativa del denaro illecitamente acquisito è stata impiegata per la costituzione di una società attiva nel commercio al dettaglio di abbigliamento sportivo e per saldare i fornitori.

L'indagato avrebbe adottato una serie di comportamenti complessi per ostacolare l’individuazione della provenienza dei fondi, con l'obiettivo di evitare di essere scoperto.

I comportamenti contestati integrano i gravi reati di appropriazione indebita e autoriciclaggio. La Procura della Repubblica di Treviso, informata delle risultanze investigative, ha avviato le procedure per il sequestro delle somme illecitamente acquisite, al fine di recuperare il profitto del reato.

Un caso analogo a Nuoro: frode e omissioni

Questo episodio si inserisce in un quadro più ampio di indagini condotte dalla Guardia di Finanza su fenomeni simili. Un caso analogo è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Nuoro, dove una donna residente in Abruzzo, ma originaria del nuorese, avrebbe percepito indebitamente la pensione della madre deceduta per oltre tredici anni, accumulando circa 226.000 euro.

L'origine di questa prolungata frode sarebbe riconducibile a un presunto errore nel sistema informatico dell’Anagrafe comunale, che non avrebbe registrato correttamente il decesso né trasmesso i dati all’INPS, consentendo il proseguimento degli accrediti.

L'indagata, anziché segnalare l'anomalia, avrebbe deliberatamente omesso ogni comunicazione. Avrebbe mantenuto attivo il conto corrente intestato alla madre e aggiornato i dati presso gli istituti di credito, facendola risultare ancora in vita. Gli investigatori hanno collegato all’indagata diverse operazioni effettuate con quel conto, inclusi acquisti di biglietti aerei e prenotazioni alberghiere a suo nome.

Inoltre, la donna avrebbe gestito due immobili formalmente intestati alla madre defunta, senza presentare la necessaria dichiarazione di successione, affittandoli come se ne fosse la legittima proprietaria.

Per "congelare" il profitto illecito, le Fiamme Gialle hanno disposto il sequestro di circa 100.000 euro e di un immobile nel centro di Nuoro, stimato in circa 200.000 euro.

Questi recenti episodi evidenziano la costante attenzione delle autorità investigative verso il fenomeno delle riscossioni indebite di pensioni. Tali frodi sono spesso perpetrate da eredi che, omettendo la comunicazione del decesso dei beneficiari, utilizzano vari stratagemmi per celare la reale situazione patrimoniale e anagrafica, cercando di trarre profitto illecito dalla previdenza sociale.