Un grave atto vandalico ha colpito la storica sede della Lega a Novi Ligure, in provincia di Alessandria, nella notte tra venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto 2026. Ignoti aggressori, presumibilmente armati di spranghe o martelli, hanno infranto i vetri della porta d'ingresso. Una volta all'interno dei locali, hanno seminato il disordine, aprendo armadi e frigorifero e rovesciando sedie, lasciando dietro di sé una chiara impronta di devastazione.

L'episodio ha immediatamente generato una ferma reazione e un'ampia ondata di solidarietà da parte delle istituzioni locali.

Il sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere (Pd), ha espresso la sua vicinanza alla Lega e ai suoi militanti. Edoardo Moncalvo, segretario cittadino della Lega, ha commentato l'accaduto con parole decise: «A chi pensa di intimidirci rispondiamo con la forza dei nostri valori e delle idee. Devastare uno spazio di partecipazione politica è un gesto ignobile, un attacco antidemocratico figlio dell’odio di chi non ha argomenti e sa usare solo la violenza. Andremo avanti a testa alta, tra la gente e per la gente.»

Le indagini e la condanna unanime

Le indagini per risalire ai responsabili sono già in corso. Giacomo Perocchio, capogruppo in Consiglio comunale e consigliere provinciale, ha evidenziato la presenza di numerose telecamere di sorveglianza nelle vie adiacenti alla sede, esprimendo piena fiducia nell'operato delle forze dell'ordine: «Siamo certi le forze dell’ordine faranno quanto necessario per risalire ai responsabili.» Anche Lino Pettazzi, segretario provinciale della Lega, ha manifestato la sua massima solidarietà ai militanti novesi, ribadendo la convinzione che i colpevoli verranno individuati e puniti.

L'assessore regionale Enrico Bussalino ha rafforzato il coro di condanna: «Il confronto democratico si fonda sul rispetto delle idee, mai sulla violenza o sull’intimidazione. Episodi come questo devono essere condannati senza alcuna ambiguità.»

Il contesto degli atti vandalici contro le sedi politiche

Questo atto vandalico a Novi Ligure non rappresenta un caso isolato, inserendosi in un preoccupante contesto di aggressioni contro le sedi politiche in Italia. Simili episodi hanno interessato anche altre città, come Busto Arsizio, dove la sede cittadina della Lega è stata più volte oggetto di scritte offensive e danneggiamenti. In un recente episodio, scritte denigratorie sono comparse sulla porta della struttura, mentre in passato si erano già registrati atti ancora più gravi, inclusa la comparsa di scritte minacciose sui muri.

Le forze dell'ordine sono attivamente impegnate nel coordinare le indagini per identificare e assicurare alla giustizia i responsabili di questi molteplici attacchi, che minano il sereno svolgimento della vita democratica.