Damiano Damiani è defunto a Roma il 7 Marzo scorso. Non è stato soltanto regista cinematografico e televisivo, ma anche scenografo (ciò per cui aveva studiato all'Accademia di Brera a Milano), sceneggiatore, attore e pittore.
Inizia la sua carriera cinematografica nel 1947 come regista del documentario La banda d'Affori, mentre soltanto tredici anni dopo ha realizzato la sua prima regia di un lungometraggio filmico, intitolato Il rossetto. Nel 2002 l'ultima sua opera: Assassini dei giorni di festa.
Non soltanto cinematografia per Damiano Damiani, che ha girato anche numerosi telefilm e serie televisive tra il 1982, con Parole e sangue, ed il 2001, con Ama il tuo nemico 2 (suo anche il primo ciclo di puntate).
Cinquantacinque anni di percorso professionale sono stati onorati da molteplici premi, come la Conchiglia d'Oro al Festival Internazionale del Cinema di San Sebastiàn nel 1962 per L'isola di Arturo, la Targa d'Oro 1968 per Il giorno della civetta, il Gran Premio del Festival Cinematografico Internazionale di Mosca nel 1971 per Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica ed il Premio Alitalia 1987.
Del regista friulano, nato il 23 Luglio 1922 nella provincia pordenonese, precisamente a Pasiano di Pordenone, si ricorderà sempre il forte impegno politico e sociale insito nella sua attività, vissuto con austera sobrietà e portato sul grande come sul piccolo schermo con coerente obiettività e profonda tensione morale.