Per un vero cinefilo è praticamente impossibile ignorare la sua opera. David Cronemberg compie 70 anni oggi e incarna la figura del regista visionario che è riuscito a lasciare un segno indelebile nelle vite di chi ha visto almeno uno dei suoi film.
Si dice addirittura - verità o leggenda, non è dato sapere - che lo scrittore William Burroughs avesse visto "Scanners" e "Il demone sotto la pelle", prima di consentire che Cronenberg realizzasse una trasposizione cinematografica del suo capolavoro letterario, "Il pasto nudo". E anche il film, a sua volta, è stato un capolavoro.
Così come tanti altri, alcuni tratti da libri, come "Spider", "Crash", "Inseparabili" e "La zona morta", altri sono dei remake, come "La mosca" e altri ancora sono interamente frutto dell'ingegno di Cronenberg, come "Videodrome". Solo per citarne alcuni dell'intensa produzione di Cronenberg.
Visionario, abbiamo detto, e spesso metaforico, tanto da essere addirittura un po' claustrofobico nella narrazione, Cronenberg riesce ad affrontare i mille aspetti dell'uomo moderno, attraverso storie che ne descrivono le paure, gli eccessi, ma anche le potenzialità e l'orrore nascosto, latente, rendendolo palese, mettendo fine al suo status di tabù.
A proposito dei tabù, Cronenberg affermò nel 1988, durante un'intervista con Enrico Ghezzi al programma "Fuori orario": "La maggior parte degli artisti sono attratti da ciò che è nascosto, da ciò che è proibito, tabù.
Se sei un artista serio non può accettare i tabù, qualcosa che non puoi guardare, qualcosa che non puoi pensare, qualcosa che non puoi toccare". E i cinefili ringraziano per aver fatto questo, per aver palesato i tabù, aver messo a nudo l'uomo, non solo il pasto di Burroughs.