I Due Corsari si sono spenti. Dopo l'addio a Giorgio Gaber nel 2003, l'Italia si appresta ora a salutare un suo grande amico e fedele collega, Enzo Jannacci, che si è spento nella serata di venerdì, sconfitto da una faticosa lotta contro il cancro. Quello con Gaber è stato un duo che ha fatto la storia della musica italiana degli anni del secondo dopoguerra, ma anche da solista Jannacci ha lasciato una traccia indelebile nel panorama musicale del nostro Paese.

Dopo i primi successi firmati I Due Corsari, arriva infatti la consacrazione davanti al grande pubblico aperta dal celebre singolo "Vengo anch'io.

No, tu no" del 1968 e proseguita da una lunga serie di dischi degni di nota. Autore di quasi trenta album, Jannacci era tornato a far parlare di sè negli ultimi anni ricevendo vari premi alla carriera e riconoscimenti per i suoi lavori discografici. Non solo cantautore, egli fu anche attore, cabarettista e medico chirurgo. Oltre al diploma in armonia e agli otto anni di pianoforte presso il Conservatorio di Milano, l'autore lombardo vanta anche una laurea in medicina presso l'Università degli Studi della sua città. 

Una particolare attenzione è sempre stata riservata da Jannacci per i poveri e gli emarginati. Gli "ultimi" sono stati spesso al centro dei suoi testi, parte dei quali era inoltre dedicata alla sua amata Milano, alla quale era particolarmente affezionato. Una città che l'ha visto nascere e che adesso è chiamata a dare al suo cantautore l'ultimo grande saluto.