Il cinema statunitense degli anni '80 si è spesso rivolto a raccontare l'adolescenza in tutte le sue forme. Il fenomeno più rimarchevole in tal senso è quello del Brat Pack (letteralmente "il manipolo di canaglie") ritratto in film di un gruppo di registi capeggiati da John Hughes e tra cui spiccano, tra gli altri "Risky business" ma anche "I ragazzi della 56a strada" di Francis Ford Coppola.
Un manifesto del Brat Pack può essere considerato "Breakfast Club" diretto dallo stesso Hughes: in questo film, cinque adolescenti molto differenti e incarnanti apparentemente un "tipo" si incontrano e si scontrano scoprendosi vicendevolmente personaggi a tuttotondo.
Ha fatto la storia la prima apparizione di Sophie Marceau ne "Il tempo delle mele", una delicata storia relativa al primo amore, al primo affacciarsi nel mondo dei sentimenti degli adulti. Così come di giovanissimi parla anche "Stand by me", tratto da un racconto di Stephen King: quattro ragazzi alla soglia dell'età adulta organizzano un viaggio all'insaputa dei genitori per cercare il cadavere di un loro coetaneo, scoprendo le difficoltà che la crescita comporta, in particolare la contingenza che costringe gli amici di infanzia ad allontanarsi l'un l'altro.
Non si può non citare infine "Footloose", pellicola con Kevin Bacon sul ballo e su una città in cui questo è proibito per ragioni di sicurezza.
In questa commedia emerge come di fatto il ballo, il divertimento e tutto ciò che prelude all'amore fisico siano delle questioni da sostenere presso una generazione che ha fatto del "to want to have fun" una vera e propria bandiera.