La città di Ancona, insieme al Centro Studi Liberali Benedetto Croce, alla Società filosofica Italiana, l'Istao, la Regione e la Provincia ha indetto un Seminario sul pensiero di Bruno Leoni per il centenario della sua nascita (è nato ad Ancona il 26 aprile del 1913).
Per l'occasione è stata istituita una borsa di studio per studenti universitari e laureandi con un premio di 500 euro per quello che verrà scelto dalla giuria come più meritevole. Il lavoro dovrà incentrarsi sulla figura e il pensiero di Bruno Leoni . La Presidenza del premio è ricoperta dal Presidente del Centro B.Croce, Prof.
Paola Vangoni Trevi, la Segreteria dal Vice Raimondo Cubeddu ( Università di Pisa) . La Giuria sarà costituita da cinque professori. Ogni membro della giuria ha a disposizione un voto. I partecipanti dovranno far pervenire la tesi entro 20 giorni a partire dal 26 aprile 2013.
Il seminario ha visto la partecipazione di Carlo Lottieri dell'Università di Siena, Raimondo Cubeddu (Pisa), Antonio Masala (Lucca) , Mauro Barberis (Trieste), Gerardo Villanacci (Università Politecnica delle Marche), Giancarlo Galeazzi docente di Filosofia Morale presso l'Istituto teologico marchigiano della Pontificia Università Lateranense ed il pensiero di Bruno Leoni è stato esaminato e riletto da più angolazioni.
Bruno Leoni è stato un pensatore atipico e la fatica per lo studioso è quella di dare organicità al suo pensiero. Due sono i punti di maggiore interesse, quello del 'diritto come pretesa' per cui la norma, traslando dal mondo economico l'idea che il prezzo è stabilito dalla legge della domanda e dell'offerta, è anch'essa il frutto , un po' come per il prezzo , del rapporto tra le due opposte pretese delle controparti.
La norma è quella 'pretesa' più largamente condivisa. La legge non è dunque uno strumento rigido, ma frutto di una negoziazione scaturita dalla necessità di vedere corrisposte le pretese di soddisfazione di ogni individuo. Essa stessa dunque è l'espressione della storia e della ragione.
E laddove le norme sono strabordanti ma poco si confanno a quello che ogni individuo pretende più diffusamente , allora si crea la società delle 'Grida manzoniane'.
Accanto a questa visione evoluzionistica e aggiustativa della legge, vi è, sul profilo economico, questa idea che l'economia debba muoversi contro ogni forma di pianificazione . Il liberale Bruno Leoni, che ovviamente è vissuto nell'Europa della Guerra fredda, riteneva che ogni forma di pianificazione economica finisse col rivelarsi un fallimento. Giudizio profetico per un uomo che ha sempre sostenuto e difeso il principio di libertà, che si è battuto contro ogni forma di centralizzazione e pianificazione. La sua critica alla pianificazione lo porta a ritenere al contrario che la società giusta sia quella che segue certe procedure.
E' ovviamente avverso al pensiero dell'Hobbes, la società giusta non è leviatana ma libera e procedurale. Interessanti le relazioni e gli interventi. Si augura che il suo pensiero abbia massima diffusione e si invita il pubblico a leggere il testo più famoso 'La libertà e la legge' (Liberilibri)1995.