Sessanta anni fa nelle sale americane usciva qualche cosa di più di un capolavoro. Nasceva un icona, un mito, un qualcosa di ancora oggi inafferrabile, magico, come deve essere un film, come deve essere il Cinema. On the Waterfront. Fronte del Porto 1954, regia di Elia Kazan, attore protagonista Marlon Brando. Ventisette minuti e quaranta secondi di pellicola: Marlon Brando, modi da spaccone, camicione a quadri e gomma da masticare tra le labbra, rivolgendosi a se stesso " Certe facce è difficile dimenticarle", praticamente l'anima dell'icona che si era creata, all'istante. Il film vincerà otto premi Oscar: film, regia, attore protagonista, attrice non protagonista, sceneggiatura, fotografia, scenografia e montaggio.

E a Venezia è leone d' argento(pari merito con La Strada di Fellini).

Durante gli anni Trenta nel teatro americano fu trapiantato, dal Group Theatre, il " metodo" naturalistico di recitazione(metodo Stanislavsky) , insegnato al Teatro d'arte di Mosca; il principale allievo del Group era Kazan, che si impose a Hollywood pur continuando a dirigere a Broadway le prime rappresentazioni di Morte di un commesso viaggiatore. Dopo la guerra Kazan e due colleghi di New York fondarono l'Actors Studio, nella convinzione che il metodo naturalistico richiedesse all'attore di radicare la sua performance in esperienze personali: l'improvvisazione era una strada verso una recitazione naturale. La concezione di Kazan trovò in Marlon Brando il suo principale esponente. Questo metodo avrebbe influito in maniera massiccia su Hollywood, attraverso non solo Kazan e Brando, ma anche con altri membri dell'Actors Studio come ad esempio James Dean e Karl Malden.

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Due anni prima dell'uscita del film Kazan si presenta a deporre davanti alla Commissione per le attività antiamericane. Denuncia 11 suoi colleghi , a qualcuno vale la carriera; si ritrova circondato da un ambiente ostile, è isolato; anticomunismo fobico, caccia alle streghe, nel primo dopoguerra gli Stati Uniti sono anche questo. E' accusato di tradimento, e Fronte del Porto è leggibile quindi anche come un autodifesa a questa accusa. Terry Malloy, lo scaricatore interpretato da Brando, fa in fondo lo stesso percorso di redenzione del regista. Film girato interamente a New York, quasi tutto in esterni, con i veri scaricatori di porto come comparse; Kazan " entra" in quella condizione per poter raccontare al mondo con il cinema l'oppressione, lo sfruttamento e le condizioni di vita impossibili di questi lavoratori. E' il film della consacrazione di Marlon Brando, ma è anche un film corale, Eva Marie Saint, la struggente Edie Doyle; Karl Malden, padre Berry; il bianco e nero memorabile di Boris Kaufman. Kazan non toccherà più così elevate vette espressive, e l'attore, Marlon Brando diventerà un divo a tutti gli effetti, senza comunque mai scadere al ruolo di star, mantenendo fino alla fine quella "certa faccia difficile da dimenticare".