Andiamo a porre personalmente alcune domande alla docente di scuola primaria e artista eclettica Rita Piangerelli,di origine marchigiana.

-Quando hai iniziato a lavorare come insegnante di Scuola elementare e da quanto tempo insegni a Cecchina frazione di Albano Laziale? Con la riforma Fornero quanti anni ti mancano per andare in pensione?

Ho iniziato a lavorare, come insegnante, dopo il diploma; superati due concorsi e, inserita nella graduatoria permanente, ho avuto incarichi annuali 4 anni prima del ruolo nel lontano 1979. Appena trasferita nell'80 dalle Marche ad Ariccia, sono entrata a far parte del personale docente del Circolo Didattico Albano 2 e lì sono rimasta assistendo a tutti i cambiamenti che si sono verificati fino all'attuale Istituto Comprensivo Albano - Cecchina.

Ho 62 anni e 40 di servizio effettivo ma con la riforma Fornero devo lavorare ancora per due anni.

-Che differenze hai riscontrato nei bambini in relazione all'apprendimento dagli anni '80 rispetto ad oggi? In 30 anni cosa è cambiato nella scuola primaria in positivo e cosa invece in negativo?

In un arco di tempo così lungo ho assistito a tanti cambiamenti sia nel mio ruolo, da maestra unica a insegnante di modulo e poi a tempo pieno, sia nell'organizzazione didattica. Sono mutati i rapporti con le famiglie, negli anni '80 più collaborativi, oggi più conflittuali; gli alunni, una volta erano meno sollecitati dalle tecnologie ma più tranquilli e ricettivi, oggi sono più problematici perché subiscono gli stress di una società in crisi.

Una volta c'era meno tecnicismo ma più serenità nei rapporti; oggi anche se siamo dotati di strumenti all'avanguardia ( nelle nostre classi c'è la LIM, ossia la lavagna interattiva multimediale) manca la capacità di riflessione, di concentrazione e io riscontro una grande povertà di sentimenti, di stabili relazioni, di linguaggio verbale.

-Come pittrice,scultrice e mosaicista quando hai cominciato a muovere i primi passi e da chi sei stata artisticamente influenzata?

Come pittrice ho iniziato a lavorare verso i 17 anni, decisivo è stato l'incontro con Costantino Traietti, un artista che mi ha messa in contatto con gli altri artisti marchigiani di quegli anni '70.

Poi ho proseguito, sempre come autodidatta, frequentando gli studi di altri pittori soprattutto quando mi sono trasferita qui nella provincia di Roma a due passi dalla Capitale sempre fervida di eventi e di incontri. Uno importante è stato nel 2000 con il maestro Turi Sottile che mi ha sollecitato ad abbandonare il figurativo per avventurarmi nella corrente astratto-informale.

- Come scrittrice, poetessa e critica letteraria quali sono i tuoi lavori più importanti?

Non posso dire che ci siano quadri o poesie migliori di altri: sono tutte mie creazioni e le amo per quella vita interiore che hanno e perché mi ricordano momenti ed emozioni.

Come critica letteraria ho avuto la fortuna di incontrare personalità della cultura come Turi Vasile, Melo Freni, Sergio Quinzio, Stefania Severi, Aldo Onorati e tanti altri che mi hanno arricchito notevolmente.

-Parlaci della tua ultima mostra personale "Nero a metà".

La mia ultima mostra ha voluto trasmettere una visione nuova, dinamica del colore nero e, vista la condivisione del pubblico, posso ritenermi soddisfatta perché il mio messaggio è arrivato.

Questa intervista è inedita e a cura dell'autrice della news.