Paola Vassallo, in Arte Lady Depth, ha ventitré anni ed è nata e cresciuta a Roma. La motivazione del suo nome d'arte è divisa in due. Quando ha iniziato ad avvicinarsi al Rap, ha conosciuto un ragazzo che era molto appassionato di questo genere e la chiamava sempre ''Lady''. E' lui che l'ha fatta entrare per la prima volta in uno studio di registrazione ed è stato sempre lui che l'ha introdotta nel mondo in cui poco dopo si sarebbe catapultata.

Un sinonimo di profondità

Per questo motivo, quando ha iniziato a fare Rap e doveva trovare un nome, ha scelto di tenere Lady, aggiungendo, però, qualcosa che fosse personalizzato. Doveva trovare un nome per la sua "missione" e da qui è nato ''Depth'' che significa profondo. La profondità è proprio quello a cui mira nei suoi testi per arrivare a guardare dove l'occhio non vede. Non ha mai fatto una scuola di musica finora, ha imparato tutto da autodidatta.

Da quando ha sedici anni scrive e prova i pezzi nella sua stanza, su basi americane o strumentali acquistate su siti musicali. Ha ascoltato i ''maestri'' , ha appreso dalle loro canzoni ed imparato dai suoi stessi errori strada facendo. Ha capito bene come andare a tempo su un beat, come gestire la lunghezza delle barre nelle strofe, come modellare il flow. La cosa che ha messo al centro prima di tutto, però, è sempre stata una: il cuore. Se manca quello, a suo parere manca tutto e la musica perde poesia, perde peso.

La musica, la migliore amica

"La mia passione per la musica è nata durante l'adolescenza, lei è sempre stata la mia migliore amica. Quella cosa che sapevi di trovare sempre nel momento del bisogno. E sempre c'è stata". Sono le parole di Lady Depht che prosegue: "

Mi sono approcciata al genere ''Rap'' perché era un linguaggio di strada, mi ci rispecchiavo, ogni volta che ascoltavo una canzone Rap era come tornare a casa.

Questo genere mi ha accolta a braccia aperte e mi ha fatto anche crescere, affrontando alcuni dei miei più grandi timori o blocchi. Come la timidezza.

Mi ricordo ancora l'emozione che ho provato al mio diciottesimo compleanno. Ormai avevo registrato già abbastanza canzoni, ma non avevo ancora avuto l'occasione di esibirmi dal vivo. Proprio in quella data avevano fissato un evento, un "Contest Live" in un locale a Roma.

Con tanto coraggio e altrettanta ansia e paura mi sono iscritta, ho cantato su quel palco, affrontando un pubblico e me stessa in primis, perché mi sono detta: "se è questo ciò che vuoi fare nella vita, prima o poi dovrai farlo". Ed è stato magnifico, magico veramente. Da lì ho capito che era solo l'inizio: il contatto con il pubblico è qualcosa che ti rimane dentro, quando vedi le loro espressioni sotto il palco, il loro interesse, anche semplicemente nel vedere che io sia una ragazza che fa Rap (cosa assai rara), ti si scuote tutto dentro".

I modelli ispiratori

"I cantanti a cui mi sono ispirata sono tanti, per citarne alcuni posso dirti Bassi Maestro, Mecna, Ghemon, Nesli, Mondo Marcio. Mi piace la musica fatta bene, con l'anima. Che tu, quando la senti, riesci ad emozionarti. Deve dirti qualcosa, che sia qualsiasi. L'obiettivo è che ti lasci un segno".

Il primo video girato su Youtube

"Il mio primo video su YouTube risale al 2014: il pezzo si chiama ''Tardi'', estratto dal mio album ''L'inverno dura 4 stagioni''. L'idea del video era semplice, esprimere un concetto elaborato senza incasinare troppo le cose. Il concept era questo: ''Non rimandare a domani una cosa che puoi fare oggi''.

Un'idea: il concertone del Primo Maggio

"Sinceramente non ci avevo mai pensato a questo, potrebbe essere un nuovo buon proposito per l'anno prossimo".

Il titolo dell'ultimo singolo

"Non è sufficiente". E' un pezzo che ho scritto in un periodo stressante della mia vita. Quel momento in cui ti senti inadeguata sempre, fuori luogo ovunque, fino al giorno in cui percepisci che qualcosa è cambiato e non basta più. E quel qualcosa è proprio ciò che facevi tu. Ci sarà sempre qualcuno pronto a giudicare, qualcuno per cui ciò che fai non è sufficiente, anche se hai dato il massimo, il massimo non è bastato. Allora è come sentirsi messi all'angolo, essere il senso di una cosa sola, ma che non va in nessuna direzione perché non te lo permettono. Oggi che ho abbandonato i cliché, lasciandoli scegliere a chi di pigrizia ne ha abbastanza, oggi che ho spezzato le catene, decidendo di scegliere per me, ho voluto sfogare la mia rabbia in quel pezzo, come un fulmine a ciel sereno. Per tutti quelli che si sono sentiti dire che non era sufficiente, sappiate dare il giusto peso alle parole in base alle persone da cui vengono dette.Tu vali, più di quanto la gente possa vedere, quella forza che hai dentro falla esplodere, che da lì tutto avrà inizio.

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