#ioleggodifferente Nasce come iniziativa di un gruppo di autori, editori e una rete di blog a tema, e si prefigge di spostare l'interesse dall'ennesima campagna lanciata dall'AIE sulla lettura #ioleggoperché. Ma in cosa differisce da quella originaria? C'è da evidenziare lo spirito che muove questi sforzi: la lettura non deve essere imposta ma proposta, la bibliodiversità reclamata dal Premio Strega deve esistere. E devono coesistere tutte le realtà narrative che il mercato editoriale italiano può proporci. In che modo quindi scostarsi dal "leggere comune" per entrare nel "leggere differente"?

Prima di tutto "differente" non significa meno interessante. Non esiste un assunto assoluto che spieghi la qualità narrativa con un marchio editoriale. Il grande gruppo, il grande editore, riempie gli scaffali dei librai di tanti prodotti marchiandone la bellezza con il proprio nome. Ma è possibile che i bei romanzi arrivino al grande gruppo e ai piccoli editori rimangano briciole di storie, trame, personaggi? Questo si chiede la campagna #ioleggodifferente. E si risponde: no, il bello è ovunque, anche nel non mostrato.

Partendo da questi ragionamenti ecco che #ioleggodifferente propone titoli sconosciuti come gli editori che li hanno pubblicati. Sconosciuti non perché il lettore sia poco attento, ma perché l'editore non ha un budget che gli permette di diffondere le proprie pubblicazioni ovunque, e arrivare a tirature tali da riempire interi scaffali delle librerie fisiche.

Il piccolo editore campa di piccola pubblicità, del passaparola dei lettori, ma questo non significa che i suoi siano libri di serie B. Lo stesso discorso va fatto per l'auto produzione, ossia i libri senza editore che, per scelta o necessità e grazie a vari sistemi, oggi riescono a intravedere la luce della ribalta ma ne restano irrimediabilmente nell'ombra.

In questo contesto quindi si inserisce #ioleggodifferente. Prende quei libri bistrattati e li rilancia, sperando di riuscire a dare la notorietà che alcuni testi meriterebbero ma che, per le ragioni più disparate, sono finiti nelle fila della micro editoria "povera", o nell'auto produzione. Il gruppo di #ioleggodifferente è presente su tutti i social, da Facebook (con una pagina e un gruppo pubblico) a Twitter, passando per Instagram, Pinterest e Google+.