Un secondo Open Day, dopo quello di domenica scorsa è in programma per la visita della mostra di Leonardo a Palazzo Reale per il 26 aprile 2015. Vista l'affluenza di oltre 3500 persone, si prevedono cifre da record per il prossimo weekend.

Ma svelare i segreti che questa mostra riserva è doveroso, se non altro per la portata dell'investimento fatto da Massimo Vitta Zelman , presidente di Skira Edizioni. Si parla di tre milioni di euro. Ad esempio credo che pochi sappiano che in mostra, nell'ambito degli studi sulla mappatura delle città, è presente il dipinto 'La città ideale' 'eccezionalmente concessa in prestito dalla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino' e che tale dipinto potrà essere ammirato sino al 17 maggio. Come ,nell'ambito dei disegni sulla città, credo che non tutti sappiano che è possibile ammirare una pianta di Milano datata 1507-1510, con una veduta della città dall'alto realizzata da Leonardo.

Altra sciccheria è la presenza di una copia del Trattato di Leon Battista Alberti, che sappiamo essere il massimo teorico del rinnovamento urbanistico ed architettonico per ciò che attiene la rivisitazione fatta dagli umanisti dei modelli classici.

D'altronde che Leonardo coltivasse assiduamente il rapporto con la classicità lo attesta tutta la sua opera e la sua presenza come allievo nella bottega del Verrocchio, anche lui scultore innamorato dell'imponenza e dell'equilibrio della lezione dei classici. C'è un'opera che non sfugge ad un occhio attento e che rimane impressa per lungo tempo, pur all'interno delle molte cose visibili. E' la statua di un cavallo, è una scultura di piccole dimensioni, un 'cavallo al passo' del 1508-1511.

Non mancate di osservarlo, credo che solo per quest'opera, perfetta nelle proporzioni e ferma, immobile nella sua bacheca di cristallo, Leonardo possa rimanere per sempre nell'immaginario collettivo. E per quanto concerne le frequentazioni con i classici la mostra ce lo ricorda continuamente. Ed ecco nelle didascalie comparire le proporzioni del corpo umano di Vitruvio ( 1490) ' due diti fa 1 palmo, 4 palmi fa 1 piede, 6 palmi fa un cubito, 4 cubiti fa un homo, 4 cubiti fa un passo, 24 palmi fa un homo e cqueste misuere son' ne' sua edifizi'. E precedentemente a queste, proprio nella sala d'inizio il disegno di quel 'mazzocchio', un cappello di foggia toscana, di cui Leonardo disegna la tridimensionalità, con tutte le cellette interne, proprio come se fosse un edificio.

Non è giusto non visitarla ed abbandonarsi alle meraviglie più o meno note che questa mostra sa offrire al visitatore è proprio un regalo che possiamo fare a quella parte di noi che chiede stimoli di conoscenza e di bellezza che mai né la televisione né il cinema possono offrirti. Dimenticavo! E soffermatevi qualche istante difronte al tondo del Ghirlandaio raffigurante l'Adorazione dei Magi del 1487. Anche questa un'opera che toglie il fiato per la bellezza, si trova proprio nella sala d'ingresso, ed è solo un assaggio di quello che verrà. Ricordo, a titolo di cronaca, che il Ghirlandaio era abituato a dire che amava così tanto la pittura che avrebbe dipinto tutte le mura di Firenze. Leonardo, a differenza del Ghirlandaio, si appassionerà a molte più cose, ma tutte realizzate sommamente. Nella mostra se ne può ammirare una moltitudine.