Ogni generazione ha avuto il suo Peter Pan, non solo per quel mistico flauto che ci ha trascinato nella nostra personale Isola che non c'è, ma perché per quanto ci possiamo sforzare, l'immagine del ragazzino in calzamaglia in eterna lotta con Capitan Uncino ha sempre avuto un debito con il cartoon di zio Walt, quello del '53, con la Wendy più Darling che possiamo aver desiderato, la Campanellino più maliziosa e il coccodrillo più ipnotico che un Capitan Uncino possa temere. Ne sa qualcosa Steven Spielberg, che teorizzò per primo un ipotetico sequel dell'opera originale di James Matthew Barrie, ricorrendo alla coppia Robin Williams/Dustin Hoffman per riproporcelo adulto e poco propenso alle scorrerie piratesche rimosse da una vita da avvocato con tanto di prole.

Ma l'idea piacque al pubblico (meno alla critica) e Julia Roberts riuscì a calarsi nel ruolo di Trilli quasi quanto a Williams depilato in calzamaglia.

Meno soporifera è senz'altro la versione diretta da Marc Forster, quel Neverland-Un sogno per la vita che riuscì a regalarci la magia dello stesso scrittore (interpretato da Johnny Depp) alla scoperta della realtà che ha ispirato le storie di Peter Pan, accompagnato da una posata Kate Winslet nel ruolo della madre di quei quattro fratelli che portarono al successo la vena creativa dell'autore scozzese. Oscar per le musiche di A.P. Kaczmarek e riuscito con lo stesso Peter Pan di P.J. Hogan, rifacimento del cartoon disneyano con Jeremy Sumpter nell'adolescenziale ruolo del protagonista, in un sequel ideale ricco di effetti speciali e una buona dose di moralità adulta formato famiglia.

Barbanera, Hook e il ritorno di Pan

Senz'altro la più innovativa versione che possiamo aspettarci, questa diretta da Joe Wright, reduce da Orgoglio e pregiudizio, Espiazione e Anna Karenina, nell'introdurci alla storia del dodicenne Peter (Levi Miller), abbandonato dalla madre Mary Darling (Amanda Seyfried) in un orfanotrofio, per venire rapito e portato nel mondo fantastico di Neverland, per opera di Barbanera (Hugh Jackman). Qui conoscerà l'audace James Hook (Garrett Hedlund, già visto in Tron Legacy) e la battagliera Tiger Lily (Rooney Mara, tatuata per Uomini che odiano le donne), che lo aiuteranno a diventare il capo di quel gruppo di "figli di nessuno" a cui il mondo ha riservato il privilegio di varcare i confini della fantasia.

L'ottimo contorno offerto dalle scenografie di Aline Bonetto e le musiche composte da Dario Marianelli garantiscono uno spettacolo che riuscirà a farci credere che l'Isola che non c'è possa, ancora una volta, esistere realmente.