La città tempio di Nathdwara (lett. i cancelli del Signore) nel Rajasthan, India nord-occidentale, è il centro culturale della comunità religiosa diPushtimarg (Sentiero di Grazia), fondata da un filosofo del XVI secolo e devota aShrinathji, immagine divina del dio Krishna nelle fattezze di un bambino di 7 anni. Per secoli artisti e studiosi sono stati affascinati dal modo finemente estetizzante con cui i fedeli di Nathdwara venerano Shrinathji; dal 13 settembre 2015 al 3 gennaio 2016 all’Art Institute di Chicago sarà in mostra Gates of the Lord: The Tradition of Krishna Paintings, che esporrà in varie gallerie oggetti rituali, miniature, dipinti e materiale tessile.

Il Beato Infante

Nel ricco pantheon indiano, Krishna è uno degli dèi più venerati. Attorno a una figura storica di cui si mantenne a lungo la memoria (un eroico guerriero che prese parte alle vicende belliche causate dalle migrazioni ariane nel 1000 a.C.) si formò un culto popolare le cui tracce risalgono al IV-II secolo a.C., e che conobbe un forte impulso grazie alla diffusione del Bhagavad gita (Canto del Beato, probabilmente III secolo a.C.). Qui Krishna compare come ottava incarnazione di Vishnu, leale e coraggioso, divino e non più solo eroe; nei dialoghi, Krishna offre consigli su come affrontare la vita, con distacco, lontani dal desiderio di conseguire un fine alle proprie azioni.

Tuttavia non si tratta di una rinuncia ad agire: si agisce, ma in maniera disinteressata e riponendo completa fiducia nel dio. Una dottrina profondamente “umana”, in un periodo della storia religiosa indiana in cui le speculazioni del misticismo metafisico di un ristretto gruppo di sapienti e gli intricati ritualismi della casta sacerdotale non soddisfacevano le aspirazioni religiose dell'uomo comune.

La “reazione” fu un orientamento religioso di ampia diffusione popolare che insisteva sulla moralità, sul controllo e sul buon lavoro, sul rispetto della vita e degli animali e su una interpretazione razionale dei problemi della vita.

Krishna è rappresentato in molti modi. Come “govinda” è un pastore che con il suo flauto incanta e seduce gli animali della foresta e fa innamorare le pastorelle, tra cui Rhada è la favorita.

Tuttavia, l’iconografia più diffusa è quella che lo ritrae come un bambino, al seno della nutrice Yashoda come nei bronzi del XV secolo.

In Italia

In Occidente il culto di Krishna è conosciuto attraverso il nuovo movimento religioso Hare Krishna (Società Internazionale per la Coscienza di Krishna, ISKON), fondato nel 1965 a New York da un ex imprenditore di Calcutta che non aveva avuto molto seguito nel suo Paese.

In America e in Europa, invece, si moltiplicano templi e luoghi di culto e in molti si lasciano suggestionare in un clima di entusiastica riscoperta delle religioni tradizionali orientali. In Italia il primo centro è stato fondato a Roma nel 1973; in breve, coniugando non meglio precisati elementi religiosi “esotici” con esigenze tutte occidentali (salutismo, vegetarianesimo, ambiente), fioriscono villaggi agricoli, ristoranti e comunità.

Secondo le stime del Cesnur, il movimento conta in Italia circa 150-200 monaci iniziati che risiedono nei templi, più gli esterni e i fedeli, che si dedicano principalmente alla diffusione degli scritti e dei pensieri del fondatore attraverso una capillare opera di propaganda.

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